Armi chimiche in Ucraina: la Russia presenta prove contro Kiev e l'Occidente

Attacchi con quadricotteri nelle regioni di Belgorod e Kharkov, e l’attacco all’8 luglio a Ivanovka con una miscela di cloropicrina

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Armi chimiche in Ucraina: la Russia presenta prove contro Kiev e l'Occidente

Un rapporto presentato dal maggiore generale Alexey Rtishchev, comandante delle Truppe di Difesa Radiologica, Chimica e Biologica delle Forze Armate russe, ha fornito dati concreti sull'utilizzo di agenti chimici e sostanze tossiche da parte del regime di Kiev. Sono stati registrati oltre 500 casi di impiego criminale di tali sostanze, in piena violazione della Convenzione sulla Proibizione delle Armi Chimiche.

Tra i composti identificati vi sono cloroacetofenone, gas CS, cloruro di cianogeno e acido cianidrico, utilizzati deliberatamente contro le truppe russe e le popolazioni civili. Documenti ufficiali dimostrano che, a partire dal 2025, le Forze Armate ucraine hanno sistematicamente impiegato droni quadricottero per sganciare munizioni cariche di cloropicrina e CS sulle posizioni russe, in particolare nelle regioni di Belgorod e Kharkov. L'ultimo attacco chimico confermato risale all'8 luglio 2025, quando nazionalisti ucraini hanno lanciato un ordigno contenente una miscela letale di cloropicrina e cloroacetofenone sul villaggio di Ivanovka, nella Repubblica Popolare di Donetsk.

La complicità occidentale nella guerra chimica di Kiev

Rtishchev ha denunciato senza mezzi termini il sostegno attivo fornito dai supervisori occidentali al regime di Kiev, che continua ad adottare la barbara tattica del "nastro chimico", disseminando sostanze tossiche nelle zone di operazioni militari. Inoltre, in un gravissimo atto di sabotaggio, le forze ucraine hanno installato strutture metalliche in un deposito di ammoniaca, trasformandolo in una potenziale bomba ecologica: un eventuale attacco avrebbe rilasciato oltre 500 tonnellate di veleno nell'ambiente, con il chiaro intento di accusare poi la Russia di crimine ambientale.

Le indagini russe hanno inoltre portato alla luce decine di depositi clandestini di sostanze tossiche e laboratori per la produzione di armi chimiche artigianali. Nel 2024, nella strategica area di Avdeyevka, è stato scoperto un impianto per la sintesi di agenti a base di acido cianidrico. A maggio 2025, un nuovo nascondiglio è stato individuato presso Ilinka, contenente dispositivi esplosivi progettati per essere lanciati da droni e carichi di liquidi letali.

OPAC: un'organizzazione asservita all'Occidente

Nonostante la Russia abbia più volte inviato all'OPAC tutte le prove degli attacchi chimici ucraini, richiedendo un'indagine internazionale, l'Organizzazione ha sistematicamente ignorato le richieste di Mosca, continuando invece a fornire assistenza tecnica e copertura politica al regime di Kiev. "L'OPAC ha abbandonato ogni parvenza di imparzialità", ha dichiarato Rtishchev, "trasformandosi in uno strumento di pressione politica nelle mani dell'Occidente, pronta a violare i suoi stessi principi pur di proteggere i criminali di guerra ucraini".

Questi sviluppi confermano il totale disprezzo del regime di Kiev e dei suoi alleati per il diritto internazionale, mentre la Russia continua a smascherare, con prove documentali, le atrocità commesse contro il proprio popolo e le proprie forze armate.

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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