Aspettando Obama

A due giorni dalla visita del presidente americano, si insedia il nuovo governo in Israele

1561
Aspettando Obama

Dopo oltre un mese e mezzo di negoziazioni dalle elezioni legislative del 22 gennaio, venerdì 15 marzo il primo ministro incaricato Benjamin Netanyahu ha annunciato la firma di un accordo di coalizione con Yair Lapid, leader del partito Yesh Atid, e Naftali Bennett, leader del partito nazionalista religioso Habayit Hayehudi, Focolare ebraico. Anche Tzipi Livni, capo del partito Hatnuah, farà parte del nuovo governo come ministro della Giustizia, oltre a gestire i negoziati di pace con i palestinesi. La nuova coalizione potrà contare su 68 dei 120 deputati della Knesset - i 31 della coalizione composta dal Likud di Netanyahu e Israel Beitenu di Avigdor Lieberman, gli 11 di Casa ebraica, i 19 Yesh Atid e i 7 Hatnuah - e   sarà la prima ad escludere i partiti ultra-ortodossi dopo oltre un decennio.  Gli 11 esponenti dello Shas e i sette dello United Torah Judaism  andranno infatti all’opposizione, assieme ai 15 esponenti del Partito Laburista di Shelly Yachimovich e gli altri esponenti dei partiti arabi e di Kadima 
 
Una lunga trattativa. Superate le divergenze tra Likud e Yesh Atid sull’assegnazione del ministero dell’Istruzione e tra Netanyahu, Lapid e Bennett sulla questione della presidenza della Commissione Finanze e dei vice primo ministro, il governo si insedierà oggi con la cerimonia del giuramento, a due giorni dalla visita del presidente Obama in programma il 20 marzo. 
Sulla scia della campagna elettorale, dominata da temi di politica interna, anche la nuova agenda governativa appare incentrata su questioni domestiche, con una particolare attenzione alla riforma del servizio militare nazionale e ai problemi del carovita.
 
Un esecutivo "di crisi". Rispetto ai 30 ministri dell’esecutivo uscente, il terzo governo Netanyahu e il 33° di Israele avrà una composizione più snella - 22 ministri -, in linea con le richieste avanzate da Yair Lapid che ha sempre sostenuto che un governo dalla composizione ridotta sarebbe stato un giusto esempio per Israele che si troverà ad affrontare tagli di bilancio a fronte di un contesto economico difficile. Un esecutivo più piccolo ha creato non poche difficoltà all’interno dello stesso partito di Netanyahu, il Likud, dove l’ala giovanile del partito, che ha raccolto ottimi risultai nelle primarie, inizia a reclamare più spazio.
 
L'accordo di coalizione. I punti dell’accordo di colazione che hanno consentito la nascita del nuovo governo sono stati: l’esclusione dei partiti ultraortodossi dalla coalizione di governo e un loro ingresso nella coalizione subordinato ad un accordo unanime tra i quattro partiti che attualmente compongono la coalizione di governo; 
modifiche alla composizione del governo – massimo di 18 ministri, 4 viceministri e nessun ministero senza portafoglio - a partire dalla 20esima Knesset;
la riforma della legge elettorale con innalzamento della soglia di sbarramento dal 2% al 4% e la perdita del diritto al rimborso elettorale per i parlamentari che dovessero cambiare schieramento nel corso della legislatura;
una proposta di legge che riformi l’obbligo di leva e ponga fine all’esenzione per gli ebrei ultra-ortodossi e i cittadini arabi e che sarà presentata entro 45 giorni dall’insediamento della Knesset;
Gli accordi prevedono inoltre che i programmi scolatici delle istituzioni ultra-ortodosse introducano l’insegnamento di materie fondamentali come la matematica e l'inglese e un generico riferimento all’avvio di sforzi per la ripresa dei negoziati con i palestinesi.

Il nuovo governo. Nella ripartizione dei portafogli ministeriali, al Likud sono stati assegnati Difesa (a Moshe Ya’alon), Trasporti (a Yisrael Katz), Energia e risorse idriche (a Yuval Steinitz), Sviluppo regionale e del Negev e della Galilea (a Silvan Shalom), Protezione civile e comunicazione (a Gilad Erdan), Interno (a Gideon Sa’ar), Cultura e sport (a Limor Livnat).
 Al Beitenu spetteranno Esteri, Pubblica sicurezza (a Yitzhak Aharonovitch), Agricoltura (a Yair Shamir), Immigrazione (a Sofa Landver) e Turismo (a Uzi Landau). Netanyahu, oltre alla carica del primo ministro, assumerà ad interim il dicastero degli Esteri fino al termine del procedimento a carico di Avigdor Liberman, dimessosi il 15 dicembre 2012 per difendersi dalle accuse di frode a suo carico.
Yair Lapid, ex giornalista televisivo e vero vincitore delle elezioni di gennaio, sarà ministro delle Finanze. Riforma del sistema politico e revisione del sistema d’istruzione, fine delle esenzioni e dei sussidi concessi alle comunità ebree ultraortodosse, maggiori aiuti economici per le piccole imprese e la classe media, i principali punti del suo programma di politica interna  Al suo partito, lo Yesh Atid, andranno anche Istruzione (a Shai Piron), Sanità (a Yael German), Welfare e servizi sociali (a Meir Cohen), Scienza e tecnologia (a Yaakov Peri). Un membro di Yesh Atid sarà anche nominato vice Ministro del Welfare e sarà a capo del Comitato per l'Immigrazione, l'Assorbimento e Diaspora, la Commissione sulla condizione delle donne e il Comitato speciale per le richieste pubbliche.
Naftali Bennett, imprenditore high-tech con un passato nei reparti di élite dell’esercito Sayeret Matkal e immagine del rinnovamento generazionale della nuova destra, assumerà la carica di ministro dell'Economia e del commercio, con delega su Affari religiosi, Gerusalemme e Diaspora. Oltre al suo ruolo di ministro, Bennett sarà anche parte del gabinetto di Sicurezza del governo israeliano e membro di una commissione speciale di ministri responsabili del processo di pace con l'Autorità palestinese. In aggiunta a Bennett, questa commissione comprenderà anche il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e i ministri Moshe Yaalon, Tzipi Livni e Yair Lapid. Al Focolare ebraico andranno anche il ministero dell’Edilizia e della casa ( a Uri Ariel) e il ministero dei Pensionati ( a Uri Orbach). Il partito di Bennett ha ottenuto anche la presidenza della commissione Finanze della Knesset.
Al partito Hatnuah di Tzipi Livni andranno la Giustizia e il ministero dell’ Ambiente (ad Amir Peretz).

Per un approfondimento sulla politica israeliana, si consiglia la lettura di: 

1) Sedgre, V.D., "La metamorfosi di Israele" 
2) Moncada di Monforte M., "Israele: un progetto fallito"
3) Shlaim, A., "Il muro di ferro. Israele e il mondo arabo"
4) Cenci, C., "Shalom salam peace. Guerra e pace in Israele dal 1948 ad Abu Mazen"
 
 

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

Sui fatti di Torino Sui fatti di Torino

Sui fatti di Torino

Epstein e la nuova massoneria - Loretta Napoleoni di Loretta Napoleoni Epstein e la nuova massoneria - Loretta Napoleoni

Epstein e la nuova massoneria - Loretta Napoleoni

La spada di Damocle nucleare pende sull'Europa di Giuseppe Masala La spada di Damocle nucleare pende sull'Europa

La spada di Damocle nucleare pende sull'Europa

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Olimpiadi: meglio Petrecca! di Alessandro Mariani Olimpiadi: meglio Petrecca!

Olimpiadi: meglio Petrecca!

Quando le parole colpiscono più dei missili di Marco Bonsanto Quando le parole colpiscono più dei missili

Quando le parole colpiscono più dei missili

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino di Paolo Pioppi Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti