Via libera al salvataggio della Grecia. Il governo di Atene ha annunciato che l'accordo di bond swap, parte essenziale del secondo piano di salvataggio internazionale da 130 miliardi di euro, ha raggiunto l'85% di adesioni. Il governo ha inoltre raccomandato l'attivazione delle clausole di azione collettiva, che porteranno il tasso finale di adesione al 95,7%. Atene è così riuscita a dimezzare il debito in mano dai privati da 206 a 100 miliardi di euro (a fronte di un debito complessivo di 368 miliardi). E' il primo passo per portare il rapporto debito/pil al 120% entro il 2020, anche se mancano ancora 7 miliardi. Se l'operazione non fosse andata a buon termine la Grecia avrebbe affrontato il default il 20 marzo, quando era prevista una scadenza di titoli per 14 miliardi.
Caute le reazioni dai leader europei. Di "grosso passo avanti" parla il ministro delle Finanze tedesco, Wolfang Schaeuble che però, in un comunicato, precisa che la troika valuterà se questo risultato è in linea con le richieste dell'Eurogruppo. Soddisfatto anche il commissario agli Affari economici dell'Ue, Olli Rehn per l'esito ''largamente positivo'' dell'adesione dei privati, ma avverte Atene: ''Ora mi aspetto che le autorita' greche mantengano il loro forte impegno sul programma di aggiustamento economico e a mettere rigorosamente e tempestivamente in atto il pacchetto di riforme''.
Nel pomeriggio di venerdì è prevista un'importante conference call tra i ministri delle Finanze degli altri 16 Paesi dell'Eurozona in vista dell'Eurogruppo di lunedì prossimo che dovrebbe sbloccare in modo definitivo il finanziamento dei 130 miliardi.
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