Atene smentisce Der Spiegel: il debito non si è raddoppiato
Mentre la Francia chiede più tempo per il salvataggio, è ormai scontro aperto tra Berlino e Commissione sul caso Grecia
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Per il settimanale tedesco Der Spiegel, che ha pubblicato ieri in anteprima quelle che ha dichiarato essere le analisi compiute ad Atene dalla troika formata da esperti della Bce, dell'Ue e del Fmi, il buco del debito pubblico greco è di fatto raddoppiato rispetto a quello previsto, arrivando alla cifra di 20 miliardi di euro. Il premier greco Samaras - sempre secondo quanto scrive Der Spiegel - avrebbe chiesto che i creditori pubblici rinuncino definitivamente ad una parte delle loro pretese e che ad Atene venga concessa una proroga di due anni di tempo in più per sistemare i conti pubblici interni. Eventualità che farebbe lievitare ulteriormente gli aiuti necessari da parte dell'Eurozona. Infine, il settimanale ha evidenziato come ci sia un contrasto ormai non più mascherato tra la Commissione Ue ed il governo tedesco sulla concessione di aiuti alla Grecia: mentre Bruxelles chiede una decisione in occasione del vertice europeo di metà ottobre, Berlino considera che non prima di metà novembre sarà possibile disporre delle cifre concrete sullo stato della situazione greca, in base alle quali prendere ulteriori decisioni.
Vista la situazione attuale delle finanze greche, il primo ministro francese Jean-Marc Ayrault si dichiara favorevole a concedere più tempo ad Atene per risanare i conti pubblici. "La risposta non dovrà essere l'addio della Grecia all'euro" ha detto però Jean-Marc Ayrault. Il primo ministro ritiene giusto dare più tempo ad Atene, "che si mostra sincera nel suo impegno a mettere in pratica le riforme, soprattutto fiscali".
Dopo le indiscrezioni pubblicate da Der Spiegel, lunedì sono arrivate le smentire del governo greco. Il deficit di bilancio della Grecia resta di 11,5 miliardi di euro piu' i 2 mld di nuove manovre fiscali che il governo ellenico sta negoziando in questi giorni con la troika, si legge in una nota ministero delle Finanze di Atene.
Stando a quanto scrive oggi l'edizione online di Kathimerini, dietro il mancato raggiungimento di un accordo tra i rappresentanti della cordata Ue-Bce-Fmi e Atene sul nuovo pacchetto di tagli indispensabile alla Grecia per ottenere il via libera alla nuova tranche di aiuti internazionali, ci sarebbe stata la dura posizione di Poul Thomsen, del Fondo monetario internazionale, deciso a trascinare il Parlamento ellenico in una nuova ondata di austerity centrata su salari e pensioni.

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