Attacco israeliano a Beirut, l’Asse della Resistenza avverte Tel Aviv

1084
Attacco israeliano a Beirut, l’Asse della Resistenza avverte Tel Aviv

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

L’attacco aereo israeliano contro la periferia sud di Beirut riaccende le tensioni regionali e mette in discussione la fragile tregua raggiunta nei giorni scorsi tra Libano e Israele con la mediazione degli Stati Uniti. Diversi missili lanciati dall’aviazione israeliana hanno colpito un edificio residenziale nell’area di Tahwitat al-Ghadir, nel cuore della Dahieh, quartiere densamente popolato e tradizionale roccaforte della resistenza libanese. Secondo un bilancio preliminare, il raid ha provocato la morte di due civili e il ferimento di almeno undici persone. L’operazione è stata rivendicata dal primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e dal ministro della Sicurezza Israel Katz, mentre i media israeliani hanno riferito che l’amministrazione Trump era stata informata preventivamente dell’attacco.

Il bombardamento arriva pochi giorni dopo l’annuncio di un accordo di cessate il fuoco raggiunto in linea di principio tra il governo libanese e Israele nel corso di colloqui trilaterali tenutisi a Washington con la mediazione statunitense. L’intesa, tuttavia, continua a suscitare forti contestazioni all’interno del Libano, dove numerose forze politiche e ampi settori dell’opinione pubblica respingono qualsiasi forma di negoziato diretto con Tel Aviv. Anche Hezbollah ha preso le distanze dall’accordo. Il segretario generale del movimento, Naim Qassem, ha ribadito che la resistenza non ha assunto alcun impegno a cessare le proprie operazioni contro Israele. Giovedì scorso il gruppo ha annunciato la distruzione di due carri armati Merkava israeliani nel sud del Libano, presentando l’azione come una risposta alle continue violazioni della tregua da parte israeliana. Durissima la reazione dell’Iran. Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha definito il bombardamento di Beirut una grave aggressione e ha ricordato che Teheran aveva già avvertito tutte le parti coinvolte che non avrebbe tollerato un attacco contro la capitale libanese o la sua periferia meridionale.

Secondo Araghchi, l’Iran era pronto a colpire direttamente Israele qualora le minacce contro Beirut si fossero concretizzate. Toni ancora più espliciti sono arrivati dal portavoce della Commissione parlamentare iraniana per la Sicurezza nazionale e la Politica estera, Ebrahim Rezaei, che ha promesso una risposta “forte e dolorosa” all’attacco israeliano, accusando il governo di Tel Aviv di agire come un “cane rabbioso” che deve essere fermato. Anche Mohsen Rezaei, consigliere militare della Guida Suprema iraniana, ha avvertito che le forze missilistiche della Repubblica Islamica sono pronte a mettere in campo una deterrenza più ampia nel caso di ulteriori attacchi contro Beirut.

L’episodio conferma come il cessate il fuoco promosso da Washington appaia estremamente fragile. Mentre Israele continua le operazioni militari e la resistenza libanese rivendica il diritto di rispondere alle incursioni, cresce il rischio che il Libano torni a essere uno dei principali fronti di confronto tra Israele e l’Asse della Resistenza guidato dall’Iran, con conseguenze potenzialmente destabilizzanti per l’intera regione.


LA NOTIZIA CHE HAI LETTO FA PARTE DE "Il MONDO IN 10 NOTIZIE" - LA NEWSLETTER CHE OGNI GIORNO ALLE 7.00 DEL MATTINO ARRIVA NELLE EMAIL DEI NOSTRI ABBONATI. 

SCOPRI COME ABBONARTI A L'ANTIDIPLOMATICO E SOSTENERE LA NOSTRA LUNGA MARCIA

CLICCA QUI

La Redazione de l'AntiDiplomatico

La Redazione de l'AntiDiplomatico

L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa. Per ogni informazione, richiesta, consiglio e critica: info@lantidiplomatico.it

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi   Una finestra aperta Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi

Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi

Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO) di Fabio Massimo Paernti Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO)

Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO)

Una falsa false-flag? di Francesco Santoianni Una falsa false-flag?

Una falsa false-flag?

 Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina di Alessandro Bartoloni  Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina

Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE di Raffaella Milandri RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

"Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra" di Paolo Desogus "Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra"

"Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra"

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione di Alessandro Mariani Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

Il caso Ranucci e la questione woke di Giuseppe Giannini Il caso Ranucci e la questione woke

Il caso Ranucci e la questione woke

Il caro prezzo della Bari "attrattiva" di Antonio Di Siena Il caro prezzo della Bari "attrattiva"

Il caro prezzo della Bari "attrattiva"

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti