Mercoledì mattina il leader dell'Abkazia, Alexander Ankvab, è sopravvissuto ad un tentativo di attentato contro la sua vita. Il suo portavoce, Kristian Szhania, ha riferito dell’esplosione di un ordigno in una strada nei pressi di Sakhumi, proprio mentre passava il corteo di auto con a bordo Ankvab. In seguito, gli assalitori hanno attaccato le macchine del convoglio con armamenti pesanti e lancio di granade. Illeso il presidente della regione separatista che rivendica la sua indipendenza dalla Georgia, l'attacco ha prodotto la morte di due persone ed il ferimento grave di un'altra. Eletto presidente nel 2011, dopo la morte di Sergei Bagapsh, Ankvab è sopravvissuto al sesto tentativo di attentato contro la sua vita.
Sulla costa del Mar Baltico, l'Abkazia è in una situazione di conflitto etnico e di separatismo sin dalla dichiarazione d'indipendenza della Georgia nel 1993. Mosca ha riconosciuto l'Abkazia come stato indipendente dopo la guerra lampo dell'agosto 2008 contro la Georgia, quando quest'ultima ha cercato di prendere il controllo di un'altra regione separatista, l'Ossezia del Sud. La sovranità del paese retto da Ankvab e dell’Ossezia del Sud è stata riconosciuta soltanto da Russia, Venezuela, Nicaragua e isole Nauru e Tuvali, con il resto del mondo che si è schierato con la Georgia. Quest'ultima accusa Mosca di utilizzare le regioni separatiste come base per l'organizzazione dei traffici criminali.
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