Berlino: possibile una zona euro senza Atene. E l'inflazione non è più tabù
1094
Mentre Atene è alla disperata ricerca di formare un nuovo governo dopo gli esiti incerti della tornata elettorale del 6 maggio, Berlino richiama con forza il rispetto degli impegni presi con l'Eurozona. Clamorosa soprattutto la presa di posizione del ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schaeuble che, rispondendo in un'intervista alla domanda se la zona euro possa sopportare un'uscita della Grecia, ha per la prima volta valutato tale opzione percorribile: "Noi vogliamo che la Grecia resti nella zona euro. Ma lo deve volere anche Atene e rispettare i suoi impegni. Non possiamo forzare nessuno. L'Europa non affonda così facilmente" ha dichiarato. Inoltre, il ministro degli esteri Westerwelle in un'audizione parlamentare ha richiamato al rispetto dei propri impegni Atene. "E' stato deciso il Fiscal pact - ha sottolineato -. Gli accordi tra gli Stati non possono essere invalidati da nuove elezioni. Il futuro della Grecia nell'Eurozona adesso è nelle mani della Grecia".
Secondo Schaeuble, l'Eurozona è strutturata meglio rispetto a due anni fa: "Abbiamo imparato molto e costruito dei meccanismi di protezione. I pericoli di contaminazione per gli altri Paesi sono diminuiti e tutta la zona euro è diventata nel suo complesso più resistente". "La crisi - ha continuato il ministro delle Finanze tedesco - ha dimostrato che bisogna agire rapidamente, l'Europa è in grado di reagire rapidamente. L'idea che noi non potremmo reagire a breve termine di fronte a qualcosa di imprevisto è falsa".
Mentre resta alta l’incertezza sulla situazione politica ad Atene e molti osservatori iniziano a riflettere sulle conseguenze di una sua possibile uscita dall’Eurozona, i guardiani dell’ortodossia della Bundesbank hanno iniziato a mostrarsi più concilianti sul lato di inflazione e crescita. In un’audizione in commissione Finanze al Bundestag, Jens Ulbrich, direttore del dipartimento macroeconomia della Banca Centrale tedesca, ha mostrato toni concilianti: “La Germania potrebbe presentare anche tassi di inflazione superiori alla media”. Anche la Bundesbank sembra quindi pronta ad accettare l’idea che la Germania debba rompere con il tabù dell’inflazione, affinché gli stati della periferia tornino a crescere.

1.gif)
