Ciclisti e lotta di classe

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Ciclisti e lotta di classe

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di Sergio Cararo*
 

La direttrice dell’inserto donna del Corriere della Sera, nel numero dell’8 aprile scorso, dedica il suo articolo alla bellezza del chi va in bicicletta per le strade di Milano. Elenca tutte le figure che pedalano e di cui decanta le virtù: le impiegate con il caschetto che schiaccia i lunghi capelli, i biker con le tutine aderenti, gli studenti con lo zainetto e gli auricolari, le signore con il cestino davanti ornato di fiori.


Manca qualcosa a questo quadro idilliaco dei ciclisti per le strade milanesi?


La signora Santini, buona borghesia milanese e direttrice dell’inserto donna del Corriere della sera, sembra essere l’unica a cui sfuggono le centinaia di raider, in gran parte immigrati, che pedalano come matti per portare da mangiare
a casa a quelli a cui pesa troppo il culo per andarselo a prendere. Ma è un caso che non li abbia notati? No.


La direttrice dell’inserto donna del Corriere della Sera guarda alla realtà esattamente attraverso il prisma dei rapporti sociali. Ed anche se si pedala, non si è tutti uguali mentre si pedala. Ci sono ciclisti, quelli che usano la bicicletta come mezzo di produzione, che non meritano nemmeno una citazione se si deve descrivere la bellezza di una immagine metropolitana a uso e consumo della mitologia borghese.


Non me ne vogliano i ciclisti se spesso li bacchetto. Ho già spiegato che concedo le attenuanti a quelli che la usano per lavoro. Ma in moltissimi altri casi ci vedo molto snobismo, e soprattutto una insopportabile presunzione di meritarsi, a prescindere, la pubblica benevolenza in quanto “salvatori del pianeta” di fronte a tutti gli altri che sono inquinatori impenitenti e killer ecologici.


Su questo c’è e ci sarà sempre inimicizia, sulle strade e nella società. Gli snob non li ho mai sopportati, neanche da piccolo, figuriamoci da rabbioso adolescente o da feroce sessantenne. Se passate con il rosso o mi venite contromano vi tiro sotto, senza alcun senso di colpa. Dovete saperlo!!

*tratto da Facebook

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