Cipro: aprono le banche ma con i capitali congelati
Pesanti restrizioni alla libera circolazione dei capitali, un vulnus interno all'Ue
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L'accordo B raggiunto nelle prime ore di lunedì 25 marzo per il salvataggio di Cipro ha evitato il collasso finanziario delle banche cipriote, attraverso un piano che conserva Nicosia nella zona euro e restaura la promessa di proteggere i depositi bancari al di sotto dei 100 mila euro. Secondo il nuovo accordo, la Laiki Bank, la banca in maggiore difficoltà di liquidità, verrà chiusa ed i suoi titoli suddivisi in una 'good bank' ed in una 'bad bank', sul modello di quanto accaduto già in Irlanda. Per i depositi sotto i 100mila euro scatterà la garanzia europea, per quelli superiori non ci sarà alcuna tassa o prelievo, ma verranno congelati e convertiti con obbligazioni dello Stato. La “good bank” che emergerà da Laiki sarà fusa con Bank of Cyprus, che invece sopravviverà ma con una forte ristrutturazione interna. Ancora non è chiaro la mole del prelievo forzoso che verrà applicato ai correntisti oltre i 100 mila euro di tutti gli istituti di credito ciprioti. Per i depositi non garantiti della Laiki Bank, il ministro delle finanze Micheal Sarris ha lasciato presagire mercoledì addirittura una tassa del 80%; per gli altri istituti la soglia dovrebbe attenersi intorno al 40%.
Dopo dodici giorni di chiusura forzata le banche hanno riaperto le loro filiali giovedì con guardie armate al proprio ingresso a prevenire un eventuale panico al prelievo, che non si è realizzato anche per le pesanti restrizioni alla libera circolazione dei capitali, novità assoluta nell'ambito dell'unione Europea, imposti dal governo di Nicosia e che, secondo il ministro degli esteri Ioannis Kasoulides, potrebbero durare un mese. In una nota precedente, la Commissione europea aveva dichiarato come tali restrizioni sarebbero rimaste in vigore per una settimana e poi eventualmente estese.
Non si sono arenate le manifestazioni di protesta anti austerità ed anti troika durante la settimana - con migliaia di studenti davanti al palazzo presidenziale, i dipendenti della Cyprus of Bank davanti gli uffici del Governatore della Banca centrale Panicos Demetriades martedì e quella organizzata da principale partito d'opposizione comunista sempre davanti al palazzo presidenziale - a dimostrazione di come sia non scontato l'approvazione da parte del Parlamento di Nicosia del piano B per Cipro. Intanto,
venerdì, in conferenza stampa, il presidente Nicos Anastasiadesis ha assicurato che Cipro resterà nell'euro.

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