Come cambia la Georgia di Ivanishvili
La netta affermazione del miliardario georgiano nuovo primo ministro del paese apre scenari nuovi con Mosca
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La vittoria della coalizione del miliardario Bidzina Ivanishvili nelle elezioni parlamentari di lunedì apre scenari nuovi per il futuro della Georgia. Il cartello dell'opposizione “Sogno georgiano” ha ottenuto un'affermazione netta - il 54,1% delle preferenze contro il 40% circa del Movimento Nazionale Unito che fa capo a Saakashvili - e Ivanishvili sarà primo ministro, con poteri rafforzati rispetto al passato, grazie alla nuova architettura costituzionale decisa da una recente riforma. Chiare alcune linee del suo programma: adesione alla Nato e miglioramento dei rapporti con la Russia. "Dobbiamo normalizzare le nostre relazioni con la Russia. La nostra strategia per diventare membri Nato non cambia" ha dichiarato il capo della coalizione Sogno Georgiano a Tbilisi
Il fronte governativo, dato per vincente ancora poche settimane fa, ha pagato lo sdegno popolare suscitato dal video che mostra torture e aberranti abusi su carcerati da parte della polizia ed il fatto che Ivanishvili ha potuto utilizzare le sue risorse monetarie e mediatiche per poter competere con i mezzi a disposizione del governo. Saakashvili rimarrà leader del Paese fino alla fine del suo secondo e ultimo mandato. Ma, in base alla riforma della Costituzione che entrerà in effetto una volta terminato il suo incarico, molti dei poteri detenuti dal presidente saranno trasferiti al primo ministro. La convivenza con Ivanishvili si preannuncia difficile, anche se Saakashvili, il grande sconfitto della tornata elettorale - ha utilizzato toni conciliatori, ammettendo la sconfitta e promettendo “collaborazione” per l’insediamento di un nuovo governo.
La diplomazia internazionale non ha tardato a riconoscere il risultato elettorale. “Siamo ansiosi di proseguire la nostra stretta collaborazione” ha detto una portavoce del capo della diplomazia Ue Catherine Ashton. L’ambasciatore americano a Tbilisi Richard Norland ha fatto le sue congratulazioni per “il successo elettorale, che è un importante passo nello sviluppo nazionale”. Parole che echeggiano il giudizio positivo dell’Osce, secondo cui le elezioni legislative in Georgia hanno rappresentato “un passo importante” per la democrazia, nonostante una campagna elettorale tesa e le molestie denunciate dai militanti. Mosca esulta per la sconfitta di Saakashvili, contro cui Putin aveva mosso una guerra nell'agosto del 2008, ma il Cremlino è conscio che Ivanishvili, per quanto accusato di essere ‘filo-Putin’ e certo non ostile alla Russia, non potrà mai cedere sulla questione dell’integrità territoriale e, come ha già detto, non vorrà chiudere le porte all’Occidente Resterà dunque il problema dell’indipendenza dell’Ossezia del Sud e dell’Abkhazia, riconosciute da Mosca quattro anni fa. Il premier Dmitri Medvedev ha osservato che “ci saranno forze più costruttive e più responsabili in parlamento” a Tbilisi. ''Auspichiamo che il cambiamento segnato dall'esito delle elezioni georgiane normalizzi e costruisca relazioni rispettose' tra Tbilisi ed i suoi vicini'', ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri russo, Alexander Lukashevich. Ma a Mosca resterà il malumore moscovita per la collaborazione con l’Alleanza Atlantica, già ribadita oggi come punto fermo della politica estera georgiana. Il ‘reset’ russo-georgiano, concordano vari analisti, si giocherà soprattutto sui rapporti economici. E sul ritorno a toni diplomatici gestibili dopo gli anni del terribile gelo con Saakashvili.

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