Crimea e Kosovo a confronto

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Crimea e Kosovo a confronto

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di Valentina Racioppi
 

Il confronto tra qualsiasi paese, ex provincia o regione con un altro è sempre sbagliato e inutile. Che si tratti della Crimea, del Kosovo o addirittura della Scozia o della Catalogna. Oggi si parla spesso del caso ucraino come del nuovo Kosovo, ma è realmente cosi?
 
Nel 1974 il Kosovo viene riconosciuto dalla Yugoslavia come Provincia Autonoma ed, etnicamente parlando, era composto al 95% da cittadini di origine albanese. Era una repubblica autonoma all’interno dello Stato serbo, fino al 1991. Dopo circa dieci anni di amministrazione internazionale il Kosovo ha unilateralmente dichiarato l’indipendenza dalla Serbia nel febbraio del 2008. La Serbia continua però a considerare il Kosovo parte integrante del suo territorio nazionale. Oggi il Kosovo è riconosciuto da 110 paesi al mondo e secondo l'opinione della Corte Internazionale di Giustizia del 22 luglio 2010 la dichiarazione d'indipendenza del Kosovo non ha violato il diritto internazionale generale e non ha violato la Risoluzione 1244 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.
 
La Crimea è/è stata (?) una repubblica autonoma all’interno dello Stato ucraino e la popolazione è sempre stata molto varia, essendo composta da rappresentanti di sette popoli differenti: tatari, russi, ebrei, zingari, greci, armeni e tedeschi. L’anno successivo alla dissoluzione dell’URSS nel dicembre 1991, la Crimea proclamò l'autogoverno, ma in seguito accettò di rimanere all'interno dell'Ucraina con lo status politico e giuridico di repubblica autonoma. Dal 18 marzo 2014, a seguito del referendum del 16 marzo, la Russia la considera parte del suo territorio nazionale. Ucraina, Usa e Unione europea non riconoscono tale sovranità.
 
La Crimea e il Kosovo hanno molto in comune: uno status autonomo, basi militari di altri paesi sui loro territori e sono entrambi esempi di ingerenza negli affari di Stati terzi da parte di una superpotenza.
 
• L’intervento di Putin in Crimea, dove la difesa della popolazione russofona riveste un’importanza marginale, è motivato dalla difesa degli interessi russi e soprattutto della flotta sul Mar Nero. L’intervento NATO a tutela della popolazione albanese, il primo atto di forza dell’Alleanza nei confronti di uno Stato che non minacciava la sicurezza di nessuno Stato membro dell’organizzazione, fu presentato come “guerra umanitaria”.
 
• Piuttosto che cercare l'indipendenza, i leader de-facto della Crimea volevano l’annessione alla Russia. Il Kosovo si è dichiarato indipendente, sebbene esistessero limiti oggettivi nel riconoscere un’'indipendenza effettiva. Poco più di un mese è passato tra il cambio di governo a Kiev e l’annessione  alla Russia. Il Kosovo ha dichiarato l'indipendenza quasi un decennio dopo aver ottenuto l'autonomia.   
 
• La NATO ha lanciato un intervento militare in Kosovo senza un mandato del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. La Russia è intervenuta in Crimea senza il sostegno delle Nazioni Unite. Mentre la Nato optò per un massiccio bombardamento aereo (colpendo molti obiettivi civili serbi e albanesi), l’occupazione russa è avvenuta senza ricorso alle armi.
 
• L’appartenenza e l’importanza storica della Crimea per la Russia - è abitata in prevalenza da russi e/o russofoni e dal 1783 ospita la base navale russa di Sebastopoli - è nota, così come il Kosovo riveste un ruolo particolare nell’immaginario collettivo serbo.
 
• L'indipendenza del Kosovo è rimasta una questione controversa tra i paesi dell'UE. Grecia, Romania, Slovacchia, Cipro e Spagna rifiutano l'indipendenza del paese, soprattutto perché sono preoccupati per le minoranze secessioniste nei loro paesi. Anche il verdetto della Corte internazionale di giustizia dell'Aia del 2010, che ha riconosciuto la legittimità dell'indipendenza del Kosovo, non ha modificato la posizione di questi paesi europei verso lo Stato balcanico. 
 
• Gli Stati Uniti d’America, che hanno invocato il principio all’autodeterminazione degli albanesi, hanno appoggiato l’Esercito di Liberazione del Kosovo (Uck)  che fino al 1998 era inserito nella lista delle organizzazioni terroristiche internazionali 
 
• Mosca, che oggi appoggia l’autodeterminazione della popolazione della Crimea e nel 2008 ha riconosciuto l’indipendenza dell’Ossezia meridionale e dell’Abkazia, non ha mai riconosciuto l’indipendenza del Kosovo.
 
Sostenere il diritto di autodeterminazione del Kosovo giudicando illegale il referendum in Crimea,  nel caso degli Usa, e sostenere la causa della Crimea non riconoscendo l’indipendenza del Kosovo, nel caso della Russia, espone entrambe le potenze all’accusa di invocare il rispetto del diritto internazionale a seconda dell’opportunità politica. Nel caso di Washington, l’accusa è di aver utilizzato il Kosovo per avere una presenza militare permanente degli Stati Uniti nel Sud dell'Europa, utile a piani strategici più ampi, e aver costruito in Kosovo la seconda più grande base in Europa, ‘Camp Bondsteel’ che si trova nelle vicinanze di oleodotti e corridoi energetici di importanza vitale che permette agli Stati membri dell’Alleanza Atlantica di controllare l’area del Mediterraneo e del Mar Nero, così come le rotte in Medio Oriente, Nord Africa e nel Caucaso e il transito delle risorse energetiche dalla regione del Caspio e dell’Asia centrale.

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