Crisi euro: Olanda e Finlandia minacciano lo scudo anti spread
Nonostante l'accordo di giovedì scorso, i due paesi sono contrari alla possibilità dei fondi salvastati di acquistare bond sul mercato secondario
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Nonostante l'accordo raggiunto al vertice europeo di giovedì scorso, l'Olanda e la Finlandia potrebbero bloccare l'applicazione dello scudo anti-spead e piu' in particolare la possibilita' da parte dei fondi salvastati di acquistare bond sul mercato secondario. Venerdì il premier Mark Rutte aveva già chiarito che l'Olanda non è a favore dell'utilizzo del fondo salva-Stati per comperare titoli di Stato sul mercato secondario e valuterà eventuali acquisti caso per caso. Posizione ribadita oggi da un portavoce del ministero delle Finanze che ha dichiarato: "Non sono un grande fan degli acquisti di bond con gli strumenti esistenti perché è costoso".
Presa di posizione similare anche da parte del governo della Finlandia, che ha espresso disappunto sull'acquisto di titoli di Stato tramite il fondo di emergenza European stability mechanism. Secondo quanto riferisce l'agenzia Reuters, il governo finlandese avrebbe affermato, in un'informativa inviata a una commissione del Parlamento, di aver agito per impedire che il piano diventasse operativo. Per la Finlandia al summit "non si è raggiunto un consenso unanime sul tema". "A causa dell'intervento della Finlandia, e tra gli altri, dell'Olanda - si legge sul'informativa del primo ministro Jyrki Katainen - la possibilità di operazioni dell'Esm sul mercato secondario è stata bloccata". Per essere effettuati, gli acquisti di bond sul mercato secondario devono essere approvati da tutti i 17 membri dell'Eurozona.
Il punto sul quale Olanda e Finlandia tornano a intervenire era stato oggetto di dure controversie al vertice della scorsa settimana e i due Paesi hanno ritenuto opportuno richiamarvi di nuovo l'attenzione proprio perché non ritengono che ci sia stato realmente un consenso di tutti al riguardo. "La Finlandia - dicono dunque ad Helsinki - è tra gli Stati che si oppongono all'acquisto dei bond sul secondario".

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