Draghi: "la ripresa a fine 2013"

In un'intervista alla radio francese Europe 1, il presidente della Bce fa il punto della situazione sulla crisi

1272
Draghi: "la ripresa a fine 2013"

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

La zona euro dovrebbe vedere una ripresa per la seconda metà del 2013. Lo ha dichiarato venerdì il presidente della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, in un'intervista alla radio francese Europe 1. Draghi ha assicurato che la Bce "farà tutto il necessario per preservare l'euro", ribadendo che la banca centrale è pronta ad intervenire con lo scudo antispread "se necessario" e se i Paesi "sottoscrivono le condizioni".
Il piano 'anti-spread' annunciato dalla Bce, pronta a intervenire con gli acquisti dei titoli di Stato dei Paesi in difficoltà, sta avendo "effetti significativi", ha sottolineato Draghi, aggiungendo che la stabilizzazione dipenderà "in maniera fondamentale dalla determinazione dei governi". Per il governatore gli Stati membri devono imparare a condividere la sovranità. Un'unione europea fatta di Stati sovrani è "fragile", specie se alcuni sono permanentemente debitori e altri creditori, ha osservato Draghi, sottolineando che "dobbiamo imparare a condividere la sovranità".
Draghi si dimostra quindi preoccupato per la persistenza degli "ampi squilibri" che derivano dal fatto che alcuni stati sono permanentemente creditori ed altri permanentemente debitori. La recessione e gli aggiustamenti in corso hanno moderato tali squilibri, ma molto deve essere ancora fatto. Secondo la Bce ampi squilibri di questa natura "possono diventare un problema fondamentale per la stabilita' dell'unione monetaria" perché e' una situazione, dice Draghi, "che mina a fiducia reciproca". Da quando c'é l'euro, molte altre aree nel mondo presentavano chi ampi surplus di parte corrente (Cina) chi ampi deficit (Usa). Il problema dell'Eurozona e' che maschera forti differenze al proprio interno. Differenze che si manifestano anche sul piano delle esportazioni: dal 1999 l'export tedesco e spagnolo ha perso solo il 10% delle quote di mercato, altri paesi "in particolare grandi paesi manifatturieri come Italia e Francia, hanno visto calare la loro quota di commercio mondiale fra il 30 e il 40%" come e' accaduto per Usa e Giappone. Cio' dipende sia da divergenze di costi e competitività' sia dalla specializzazione.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Le più recenti da Europa

Porfirio Hernández: un maestro, un amico, un militante di Fabrizio Verde Porfirio Hernández: un maestro, un amico, un militante

Porfirio Hernández: un maestro, un amico, un militante

Dorsi e ridorsi della storia di Michelangelo Severgnini Dorsi e ridorsi della storia

Dorsi e ridorsi della storia

Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre   Una finestra aperta Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre

Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre

Il "dissenso" e le prossime elezioni di Francesco Santoianni Il "dissenso" e le prossime elezioni

Il "dissenso" e le prossime elezioni

250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono di Raffaella Milandri 250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono

250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

CIABATTE E GINOCCHIERE di Alessandro Mariani CIABATTE E GINOCCHIERE

CIABATTE E GINOCCHIERE

L'estate degli italiani tra vacanze e sfruttamento di Giuseppe Giannini L'estate degli italiani tra vacanze e sfruttamento

L'estate degli italiani tra vacanze e sfruttamento

La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia di Antonio Di Siena La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia

La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale di Giorgio Cremaschi Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti