"E' dall'Italia che deve partire il cambiamento"

"Sfortunatamente l'attuale governo è collaborazionista. Ma questo il popolo può cambiarlo". Y. Varoufakis, autore di "Modest proposal"

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"E' dall'Italia che deve partire il cambiamento"

di Alessandro Bianchi

Yanis Varoufakis. Professore di Teoria economica all'Università di Atene. Autore di The Global Minotaur: America, Europe and the Future of the Global Economy e di "Modest Proposal", una serie di suggerimenti per uscire dalla crisi dell'euro-zona.


- Per la prima volta dall'inizio del programma di salvataggio nel 2010, le autorità greche stanno mantenendo una linea dura nelle trattative con la troika, promettendo che non applicheranno nuove misure d'austerità per la finanziaria del 2014. Ritiene che il governo Samaras riuscirà nel suo intento o, alla fine, saranno sempre i creditori internazionali a prevalere?
 
Tutti i governi greci che si sono succeduti dal primo “bailout” del paese nel maggio del 2010 continuano a trattare sulla base di false speranze. Per tre anni, alla popolazione viene promessa una luce al fondo del tunnel, quando in realtà la crisi aumenta a causa delle politiche d'austerità assolutamente folli. Dal giugno del 2012, l'elettorato era quasi pronto a dire che “il troppo era troppo”. Per questo, l'ultimo governo, guidato da Antonis Samaras, ha dovuto fare quest'ultima promessa di un cambio di strategia imminente, per guadagnare un prolungamento di tolleranza dal popolo al suo esecutivo d'Ancien Regime. 
La promessa era che a metà del 2013 si sarebbe posto definitivamente fine ad ulteriori tagli ed aumenti delle tasse, ma quella che hanno definito la ‘Greek-covery’  ad oggi non esiste. Dietro queste promesse vuote c'erano due ragioni principali. In primo luogo, il fatto che la pazienza del popolo greco stesse arrivando al culmine di sopportazione. In secondo luogo, la speranza che dalle elezioni tedesche sarebbe seguito un alleggerimento della pressione da parte della troika – sulla base della convinzione che non si volesse minare l'autorità del governo greco. Una volta fatte le promesse di non applicare “ulteriore austerità”, l'esecutivo è quindi divenuto ostaggio del caso, soprattutto perché la troika non ha alleggerito la sua presa di ferro e per il fatto che le elezioni in Germania non hanno determinato alcun cambio di strategia. 
Anche il partito socialista tedesco (SPD) è impegnato - anche più di Angela Merkel - ad evitare la creazione di un'unione bancaria ed a permettere la ristrutturazione dei debiti necessaria per la Grecia. In questo contesto, è chiaro che il premier Samaras è destinato a subire un'umiliazione ignobile di fronte al popolo greco per colpa dei creditori internazionali. Il suo governo è stato eletto per non avere nessuna voce in capitolo nelle trattative. La troika lo sapeva e lo trascinerà nel fango come Achille ha trascinato il corpo senza vita di Ettore per abbassare le aspettative e distruggere lo spirito dei troiani che guardavano la scena.
 
- Data la situazione del paese ed il nuovo buco di bilancio emerso – chiaramente frutto della depressione economica alimentata dall'austerità – ritiene che la Grecia sarà costretta ad un nuovo prestito internazionale ed alla continuazione di questo drammatico circolo vizioso? 
 
Naturalmente. Non so se lo chiameranno direttamente prestito o lo faranno passare per qualcosa di diverso, ma l'unica alternativa ad una cancellazione del debito oggi è un nuovo (altamente camuffato) prestito. Si tratta di applicare quella che i banchieri chiamano la strategia dell'”estendi e fingi” - ‘extend and pretend’. La troika e le autorità di Atene sono nella disperata situazione di dover dichiarare la vittoria del programma e dipingere l'austerità come un successo.
Ecco quello che hanno in mente: in primo luogo, pronunceranno che non ci sarà nessuna OSI – ristrutturazione del debito - ma è facile comprendere come la riduzione dei tassi d'interesse sui prestiti attuali ormai prossimi allo zero e l'estensione dei pagamenti ad altri trent'anni lo sia di fatto, ma solo in altri termini. In secondo luogo, permetteranno al governo greco di emettere nuovi titoli obbligazionari che le banche greche in bancarotta acquisteranno e poi li gireranno immediatamente come collaterale alla Bce per un nuovo prestito al governo. Infine, la troika imporrà ulteriore austerità e riforme, con lo scopo di distruggere definitivamente salari, pensioni e servizi sociali agli standard da quarto mondo. Queste tre mosse costituiranno, naturalmente, un nuovo programma di bailout, solo che non sarà chiamato così. La troika ed il governo greco celebreranno poi il successo... d'aver completato il “programma” greco. Goebbels, eat your heart out (dal titolo del reportage del 2008 di David Barstow del New York Times sulla falsa propaganda di guerra dell'amministrazione Bush durante la guerra in Iraq, ndr).
 
- Nel suo discorso al V3Day la scorsa domenica, Beppe Grillo ha lanciato la sua “Modesta Proposta” per l'Europa divisa in 7 punti, prendendo in parte il progetto - "A Modest Proposal 4.0 – che Lei, insieme al Professore Galbraith, avete scritto come una “soluzione razionale per la crisi dell'euro”. Riflettendo anche in larga parte la posizione del principale partito d'opposizione in Grecia, SYRIZA, considera questo programma la sola alternativa attuabile oggi per impedire l'ascesa dei nuovi fascismi in Europa?

Continua a leggere.
La seconda parte dell'Intervista al Prof. Varoufakis sulle scelte dei paesi del sud qualora gli "austerici" del Nord dovessero proseguire nelle loro politiche e sul perchè è l'Italia che può rappresentare il motore del cambiamentohttp://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=6&pg=6350

P
er consultare la versione originale dell'Intervistahttp://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=6&pg=6352

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