E il pazzo era Trump?

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E il pazzo era Trump?

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Quindi il progressista, liberale e pacifista Biden ha dato dell’assassino a Putin.
 
Ora, che alla Casa Bianca abbiano fra le priorità più urgenti quella di riunificare un popolo dilaniato da una quasi guerra civile mi pare più che sensato. E che per farlo si tenti di ricompattarlo ricorrendo al vecchio trucchetto del “nemico esterno” lo è altrettanto.
 
Molto meno sensato, invece, è attuare questa strategia minacciando pubblicamente il presidente della seconda superpotenza militare e nucleare del mondo.
Certo, stavolta, per far riuscire il giochetto del nemico esterno non bastavano le molto poco temibili Iran e Corea del Nord. C’era bisogno di un nemico vero, un pezzo da novanta.
 
Ma così facendo Biden sta davvero giocando col fuoco. Perché aggrava di molto uno scenario già tesissimo a causa del costante aumento della presenza NATO nel Baltico e del riacceso conflitto ucraino. E rimescola ancor di più le carte delle alleanze - oggi molto più fluide e incerte - dopo le recenti accuse a Bin Salman e all’Arabia Saudita.
 
Una strategia scellerata che rischia di innescare una crisi internazionale dall’esito davvero molto incerto. Perché dimostra pubblicamente l’evidente precarietà interna degli USA e l’enorme fragilità della nuova amministrazione americana. Due elementi di fortissima instabilità che in passato hanno trovato soluzione unicamente nella guerra.
 
E meno male che il pazzo incapace era Donald Trump.

Antonio Di Siena

Antonio Di Siena

Direttore editoriale della LAD edizioni. Avvocato, blogger e autore di "Memorandum. Una moderna tragedia greca" 

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