Le dure conseguenze dell'attacco iraniano sulle basi USA
I danni subiti dalle basi militari statunitensi in Medio Oriente sono così gravi che Washington potrebbe non ripristinare mai più il livello di presenza precedente nella regione, riporta The Intercept.
Secondo la testata, le truppe statunitensi stanno affrontando serie difficoltà nella difesa delle proprie installazioni all'estero, mentre il conflitto con l'Iran sfugge al controllo del Segretario alla Difesa Pete Hegseth. La pubblicazione riferisce che, in seguito a una serie di attacchi devastanti nella regione, domenica i bombardieri strategici schierati nel Regno Unito sono stati evacuati in territorio statunitense come misura di sicurezza di fronte a una serie di "minacce".
Cos'è successo a Fairford?
La scorsa settimana, cinque uomini sono stati arrestati nei pressi della base aerea di Fairford, nel Gloucestershire, con l'accusa di reati legati agli esplosivi e al terrorismo; in seguito sono stati tutti rilasciati su cauzione.
Le autorità britanniche hanno ipotizzato un presunto coinvolgimento iraniano nell'incidente, un'illazione "categoricamente" respinta dal ministro degli Esteri di Teheran, Abbas Araghchi, e dall'ambasciata iraniana a Londra. Un funzionario citato da The Intercept ha descritto la minaccia come un "complotto sofisticato" mirato contro la base aerea di Fairford con l'uso di "diversi droni", un'operazione che avrebbe scatenato "un incubo militare e di pubbliche relazioni". L'allarme è stato tale da spingere il Pentagono a richiamare d'urgenza 12 bombardieri strategici B-1.
Secondo quanto riportato dai media, l'impossibilità di proteggere gli aerei a nord-ovest di Londra si inserisce in un'ondata di attacchi contro le infrastrutture statunitensi su scala globale.
Attacchi iraniani contro gli Stati Uniti in Medio Oriente
In questo contesto, le offensive iraniane condotte con droni e missili balistici hanno causato vittime tra le truppe, messo in pericolo numerosi soldati e distrutto o danneggiato diverse postazioni in Medio Oriente. Inoltre, alcune basi chiave hanno subito danni così ingenti da stravolgere radicalmente le operazioni. "La situazione delle basi nella regione potrebbe non riprendersi mai completamente", ha avvertito un funzionario citato da The Intercept.
Il rapporto descrive nel dettaglio come gli attacchi iraniani abbiano inflitto danni talmente gravi alle installazioni statunitensi che Washington potrebbe non recuperare mai più il suo precedente livello di presenza militare nella regione. Secondo il documento, gli Stati Uniti e i loro alleati hanno consumato oltre 11.000 munizioni solo nei primi 16 giorni di guerra, mentre il 65% dei missili intercettori Patriot è stato esaurito tra febbraio e luglio.


