E perché essere filo-russo sarebbe motivo di scandalo?

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E perché essere filo-russo sarebbe motivo di scandalo?



di Lenny Bottai*


Domanda scomoda, eretica: e perché essere filo-russo sarebbe motivo di scandalo?
 
È capitato alcuni giorni fa a seguito dell'esposizione allo stadio di certe bandiere, le quali in realtà, ci sono da quando qualcuno non sapeva neppure dove fosse il Donbass, che siano volate accuse scandalistiche di filo puntinismo.

Ad esempio nel 2015, quando in occasione del Centenario del Livorno Calcio la Banda Bassotti si esibiva al Palamodì dopo una lunga festa che comprendeva anche degli incontri nei quali ero impegnato, questa tornava proprio dalla prima carovana di solidarietà nel Donbass ed io montai sul ring con una maglia dedicata, così in molti pensarono che quel "Donbass Libero" fosse per qualche amico carcerato o diffidato (...).

Ma oggi quelle bandiere, che un tempo venivano completamente bypassate dai media, ed a tanti andavano spiegate, sono definite "filo russe", quindi sono diventate la pietra dello scandalo e danno nell'occhio perché incriminate appunto di puntinismo. Generalmente si passano ore, si consumano pagine e GB di vario materiale per spiegare che questa semplificazione è lo strumentale mezzo con il quale si dellegittima una posizione che ad esempio in Russia viene portata avanti anche dall'opposizione, che a Putin peraltro dà pure la colpa di aver atteso ben otto anni ed essersi fidato dell'inutile trattato di Minsk. Io però, che di mestiere faccio il provocatore, sviluppando tutte le contraddizioni del caso, mi domando e domando come mai oggi sentirsi vicino alla Russia, come del resto molti dichiarano apertamente di sentirsi vicini all'Europa oppure agli USA, dovrebbe essere poi questo crimine inaccettabile tanto da causare un'abiura collettiva.

Mi è capitato di fare la stessa identica domanda a chi legittimava lo stesso meccanismo in ambito sportivo e ad esempio chiedeva che l'Italia non partecipasse ai recenti mondiali di boxe che si sono svolti in India, dove siccome agli atleti russi e bielorussi veniva permesso di partecipare con tanto di bandiera nazionale secondo alcuni non bisognava andare, quindi di accodarsi al boicottaggio pressoché scontato di paesi come USA, Ucraina, Israele ed altri "esempi" di pacifismo e umanesimo. Ogni volta che faccio questa domanda mi viene risposto: ma non lo vedi cosa stanno facendo? La guerra! Muoiono tante persone.

Personalmente reputo il fatto che la gente inorridisca di fronte alle barbarie della guerra una cosa più che positiva, tuttavia, non di certo che utilizzi questa cosa a comando e solo nella direzione indicata dal pensiero unico dominante, ovvero di colui che è considerato il più forte e da sempre fa la guerra a tutti. Orsini ad esempio è stato flagellato in TV perché definito filorusso, alcune parti politiche si sono accusate a vicenda della stessa cosa, come a dire che l'eventuale vicinanza alla Russia avrebbe significato una colpa irremovibile. Due anni fa la Russia inviava gli aiuti in Italia per il Covid ed erano "amici", ma oggi i padroni del mondo ci hanno imposto un cambio repentino di opinione, e guai a non assecondare l'idea. Addirittura sono finite sui giornali liste di proscrizione di presunti filo-russi italiani. Nomi e cognomi, quindi gogna mediatica. Ma perché forse la stessa cosa viene riservata a chi in TV si autodefinisce orgogliosamente - e non viene definito dagli altri - filo USA? No ovviamente.

Nei dibattiti televisivi l'asservimento alle politiche degli Stati Uniti, ed alle loro guerre, è completamente tollerato e presentato come cosa normale. Addirittura si sono svolti talk show con dibattiti tra pro Trump e pro Biden a ridosso delle elezioni. Nessuno si è mai scandalizzato quando i vari opinionisti, politici, esperti militari o di geopolitica si sono presentati a difendere le scelte dello zio Sam di ingerenza nel mondo, a costo di stragi, dallo sgancio della bomba atomica in poi. Ne quando intendono decidere chi deve guidare i paesi dell'America Latina e se le elezioni non gli danno ragione appoggiano tranquillamente alla luce del sole i tentativi di golpe militari. Nessuno si è mai scandalizzato quando hanno scatenato guerre sanguinose con presupposti che poi non hanno trovato fondamento, pensiamo alle armi di distruzione di massa mai trovate, alle fosse comuni inventate, lotta al terrorismo con il quale hanno fatto accordi in certe zone, tutte cose che si sono rivelate poi bugie per mera strategia di dominio come il controllo di alcune risorse. Insomma, nessuno si scandalizza troppo quando si va in TV a dire tranquillamente "io sono filo americano", eppure grazie all'egemonia culturale esercitata dalle classi dominanti europee, una qualsiasi vicinanza alla Russia, anche solo per questioni specifiche come l'annoso conflitto in Donbass, è motivo di legittima incriminazione e abiura pubblica. Un doppio standard ormai assimilato troppo la gran parte della popolazione, che molto probabilmente trasportata dal bombardamento mediatico non si è mai messa a riflettere lucidamente su quanto vissuto nell'arco temporale lungo, ma comunque vicino, degli ultimi vent'anni. Ed allora, siccome è utile a tutti, bene fare un semplice gioco delle comparazioni, scrivendo nero su bianco cosa si può valutare di un eventuale filo-russo, ed un filo-USA.

L'operazione speciale russa, o guerra in Ucraina, ad oggi ha causato per la commissione europea la morte di 20,000 civili (si intenda, compresi quelli per responsabilità di Kiev e soci), ma l'ONU ha invece detto che la cifra reale si attesterebbe tra le 7 e 11 mila persone. Il conflitto nasce dopo otto anni di bombe di Kiev sulla regione del Donbass, seguiti ad un colpo di stato effettuato nel 2014 al quale la regione non si è voluta piegare, dove le due zone abitate storicamente da russofoni, sono state represse culturalmente e politicamente, ed a niente sono serviti gli accordi presi a Minsk che avrebbero dovuto riconoscere l'indipendenza delle due repubbliche annesse poi dalla Russia a seguito di referendum, come la Crimea. In questo arco di tempo, altrettanti quindicimila civili sono stati uccisi dal governo armato e sponsorizzato da USA e UE. Nessuno ha mai tentato di evitare questo conflitto, ma al contrario lo ha cercato in chiave di isolamento per la Russia. Questi i fatti ed i numeri addebitati ad un ipotetico "filo-russo", che per questa posizione viene messo alla gogna oggi.

Ora veniamo a ciò che un eventuale filo americano dovrebbe rispondere. E parliamo solo, nel dettaglio, degli esempi più significativi perché la lista sarebbe troppo lunga.

- Nel 2011 nei 10 mila raid Nato contro la Libia morirono 500 mila civili! Il regime change, voluto per ragioni economiche, ha notoriamente destabilizzato l'area, causando moltissime problematiche.
- Nel 2003 ebbe inizio l'operazione in Iraq. In totale, la guerra ha causato oltre 100.000 morti tra i civili. Dal 2013 al 2017, dopo la fine dell'occupazione, si sono registrati 155.000 morti oltre ai 3,3 milioni di sfollati interni all'interno del Paese.
- In Afghanistan le vittime del conflitto, in tutto, sono state 172.403. E dopo anni di occupazione al grido "dobbiamo fermare i talebani" gli USA si sono ritirati lasciando al governo gli stessi talebani.
- In Siria dieci anni di conflitto sono oltre 350 mila le persone uccise da l'ultimo calcolo dell'Onu. Ma il dato, che copre il periodo tra il marzo 2011 ed il marzo 2021, è "sicuramente una sottostima" del numero effettivo di persone uccise ed include solo i decessi di persone identificabili con un nome, la data e il luogo del decesso. Cosa assai nota, pur di combattere il governo del "dittatore" Assad, reo di essere vicino ad altre sfere di influenza (Russia in primis), si sono armati e fomentati i fondamentalisti, quando la Siria è sempre stata in prima linea per la lotta, ad esempio, contro l'Isis.

Questi sono sopra solo esempi eclatanti recenti, la lista completa sarebbe lunghissima, e le vittime risultanti dalla totalità dei conflitti incalcolabile. In uno studio statistico recente si riporta che Gli Stati Uniti sono stati in guerra il 93% del tempo dalla loro creazione nel 1776, vale a dire 222 dei 239 anni della loro esistenza

Gli anni di pace sono stati solo 21 dal 1776.

1946 - USA occupano Filippine e Corea del Sud
1947 - le forze di terra americana in Grecia nella guerra civile
1948 - 1949 - Nessuna guerra
1950 - 1953 - Guerra di Corea
1954 - Guerra in Guatemala
1955 - 1958 - guerra del Vietnam
1959 - guerra del Vietnam: Conflitto in Haiti
1960 - guerra del Vietnam
1961 - 1964 - guerra del Vietnam
1965 - Guerra del Vietnam, occupazione americana della Repubblica Dominicana
1966 - Guerra del Vietnam, l'occupazione americana della Repubblica Dominicana
1967 - 1975 guerra del Vietnam
1976 - 1978 - nessuna guerra
1979 - Guerra Fredda (guerra per procura CIA in Afghanistan)
1980 - Guerra Fredda (guerra per procura CIA in Afghanistan)
1981 - Guerra Fredda (guerra per procura CIA in Afghanistan e Nicaragua), primo incidente del Golfo della Sirte
1982 - Guerra Fredda (guerra per procura CIA in Afghanistan e Nicaragua), Conflitto in Libano
1983 - Guerra Fredda (invasione di Grenada, guerra per procura CIA in Afghanistan e Nicaragua), Conflitto in Libano
1984 - Guerra Fredda (guerra per procura CIA in Afghanistan e Nicaragua), Conflitto in Golfo Persico
1985 - Guerra Fredda (guerra per procura CIA in Afghanistan e Nicaragua)
1986 - Guerra Fredda (guerra per procura CIA in Afghanistan e Nicaragua)
1987 - Conflitto in Golfo Persico
1988 - Conflitto in Golfo Persico, l'occupazione americana di Panama
1989 - Seconda Golfo della Sirte incidente, l'occupazione americana di Panama conflitto nelle Filippine
1990 - Prima guerra del Golfo, occupazione americana di Panama
1991 - Prima guerra del Golfo
1992 - Conflitto in Iraq
1993 - Conflitto in Iraq
1994 - Conflitto in Iraq, Stati Uniti invadono Haiti
1995 - Conflitto in Iraq, Haiti, bombardamenti NATO della Bosnia-Erzegovina
1996 - Conflitto in Iraq
1997 - Nessuna guerra
1998 - Bombardamento di Iraq, Afghanistan e missili contro il Sudan
1999 - Guerra del Kosovo
2000 - nessuna guerra
2001 - Guerra in Afghanistan
2002 - Guerra in Afghanistan e Yemen
2003 - Guerra in Afghanistan e in Iraq
2004 - 2006 - Guerra in Afghanistan, Iraq, Pakistan e Yemen
2007 - Guerra in Afghanistan, Iraq, Pakistan, Somalia e Yemen
2008 - 2010 - Guerra in Afghanistan, Iraq, Pakistan e Yemen
2011 - Guerra al Terrore in Afghanistan, Iraq, Pakistan, Somalia e Yemen; Conflitto in Libia (libica guerra civile)
2011 - 2015 - Guerra in Afghanistan, Iraq. Guerra civile in Ucraina e Siria

Limes ha riportato questa cartina dove si esplicita no i conflitti nel mondo sviluppati dagli Stati Uniti.



Dallo scioglimento dell'URSS, della DDR e del patto di Varsavia, la NATO anziché frenare si è espansa, ha disseminato basi ed esercitazioni, fino a causare un problema di blocchi nuovamente.

Oggi la sicurezza mondiale è messa a dura prova in Asia con la questione Taiwan, dietro alla quale ci sono gli USA, che preparano esercitazioni pericolose nel mare cinese. Stessa identica cosa in sud America, dove da sempre le tensioni con i paesi non allineati sono altissime. A regolare l'annosa questione tra Arabia Saudita e Iran è andata la Cina, dopo anni di guerra fomentata e sostenuta dagli USA.

La domanda finale è: premesso che avere una posizione sulla questione della legittimità dell'autodeterninazione della popolazione del Donbass non è affatto essere filo russo, oppure, meno ancora, filo Putiniano, ma riconoscere un diritto e vedere nel multipolarismo una possibilità di futuro di pace nel mondo, ma dal momento che molti si definiscono, nonostante quanto elencato, liberamente filo USA, anche fosse, dove starebbe il problema?

Qualcuno adesso potrebbe dire che il problema è la democrazia, come nel caso in Russia ed in altri paesi definiti "non democratici" solo perché non piacciono i risultati, non si svolgessero regolari elezioni (ammesso che questo basti oggi per definire una democrazia). Del resto oggi non si annoverano diversi Trumpiani nonostante l'assalto a Capitol Hill? In realtà le elezioni sono regolari solo quando i risultati soddisfano chi comanda il mondo, altrimenti non hanno legittimità e scatta la definizione "dittatura".

Quindi la definizione di democrazia cambia vistosamente anche in considerazione di alcuni alleati strategici di Europa e USA, per i quali certi parametri saltano a comando.

Di fondo c'è sempre il problema centrale del doppio standard, quello che vede applicare i concetti da cui scaturiscono i giudizi e le reazioni, con parametri stabiliti di chi ne fa utilizzo. Il piano politico è poi la risultante di quello egemonico culturale imposto, perché la guerra si fa con la propaganda.
 
 
 
*Post Facebook del 22 aprile 2023. Pubblicato su gentile concessione dell'Autore
 
 

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