Ennesima settimana di tensioni a Cipro
Dall'autorità giudiziaria creata da Anastastiades allo sciopero dei dipendenti delle banche
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Ennesima settimana di tensione per l'applicazione del piano di salvataggio della troika a Cipro.
Rispetto alle accuse crescenti al presidente cipriota Nicos Anastastiades ed altri responsabili governativi di avere utilizzato le informazioni in loro possesso per spostare all'estero i patrimoni personali e delle loro famiglie prima della chiusura dei depositi decisa dalla troika, il presidente ha istituito lunedì un'autorità giudiziaria ad hoc composta da tre giudici che indagherà sulla crisi in corso a Cipro e su come l'isola è stata spinta sull'orlo della bancarotta.
Dopo aver negoziato l'accordo di Memorandum con la troika nella notte di lunedì, il ministro delle finanze di Cipro Michalis Sarris ha annunciato le dimissioni martedì, ufficialmente per facilitare l'azione dei giudici che indagheranno sul fallimento della Laiki Bank, di cui è stato presidente. Il ministro del lavoro Haris Georgiadis ha prestato giuramento mercoledì come successore di Sarris ed ha promesso di fare “tutto quello che è necessario” per risolvere la crisi finanziaria in atto nel paese e riprendere il sentiero della crescita. Le misure concordate nella troika saranno pienamente rispettate e nei termini temporali concordati, ha aggiunto il neo ministro.
Rispetto al 37,5% pattuito inizialmente come deposito forzoso per i depositi non garanti, il Memorandum concordato con la troika prevede un altro 22,5 per cento che sarà bloccato come riserva di emergenza, nel caso in cui si rendesse necessario applicare un'altra imposta. Secondo l'accordo con la troika, i depositi oltre i 100,000 euro di Bank of Cyprus, inoltre, vanno incontro a perdite vicine al 60%, quelli di Laiki dovranno addirittura aspettare anni prima della ristrutturazione dell'istituto dopo il fallimento e rivedere meno del 20% circa dei loro fondi.
Nonostante la scorsa settimana il presidente Nicos Anastasiades abbia assicurato che il governo compirà tutti gli sforzi necessari a protezione dei fondi pensioni, i termini del salvataggio con la troika - un prestito da 10 miliardi di euro con un interesse tra il 2,5 ed il 2,7% da restituire in 12 anni - forzeranno il governo a dolorosi tagli nel settore pubblico, a tagli nel settore pubblico, a privatizzazioni nelle aziende pubbliche ed ad una riduzione drastica della composizione del settore bancario. Per questo giovedì i dipendenti delle principali banche del paese hanno scioperato per alcune ore per protestare contro i previsti tagli per i fondi pensione.
Il presidente turco Abdullah Gul ha dichiarato mercoledì che la crisi in atto a Cipro rappresenta una possibilità per negoziare la fine della disputa territoriale che dura dal 1974. La Turchia non riconosce il governo della Repubblica di Cipro, divenuto membro dell'Ue nel 2004 nonostante Nicosia abbia rigettato un piano di pace proposto dalle Nazioni Unite attraverso un referendum.

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