Erdogan: "Siria è stato terroristico"

Toni bellicosi del primo ministro turco contro il regime di Assad, mentre la Ashton ribadisce il pieno sostegno alla missione di Brahimi

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Erdogan: "Siria è stato terroristico"

Toni sempre più intimidatori della diplomazia europea nei confronti del regime siriano. Nel corso di una riunione pubblica del suo partito, il primo ministro turco Tayyip Erdogan ha dichiarato che il governo siriano ha creato "uno Stato terroristico". Nell'ennesima giornata di sangue – secondo i comitati di coordinamento anti-regime nella giornata di mercoledì sarebbero state uccise altre 75 persone, di cui 23 bambini - l'attacco diretto turco al regime di Bashar al Assad confermano le tensioni sempre maggiori tra i due paesi. A generare questo stato di guerra latente: l'episodio dell'abbattimento dell'F-4 turco ad opera dalla contraerea siriana lo scorso 22 giugno, la situazione di emergenza umanitaria causata dalle migliaia di profughi siriani al confine turco ed, infine, la recrudescenza degli attacchi del PKK, abile a sfruttare il vuoto di potere a Damasco. In modo similare ad Erdogan, anche il presidente egiziano Mohamed Mursi ha finalmente preso una posizione decisa sulla situazione in Siria, dichiarando come sia giunto il momento di un cambiamento nell'esecutivo del Paese e sottolineando come un gruppo di quattro Stati della regione, su proposta del Cairo, si incontrerà per parlare della crisi di Damasco. "Il quartetto sollecitato dall'Egitto si incontrerà", ha spiegato Mursi a un vertice dei ministri degli Esteri arabi al Cairo, senza fornire altri dettagli sull'incontro al quale dovrebbero partecipare Turchia, Arabia saudita, Iran ed Egitto.
L'Alto rappresentante della politica estera europea, Catherine Ashton, che in questa settimana avra' colloqui informali a Cipro con i ministri degli Esteri dei 27 paesi dell'Unione, ha incontrato ieri il nuovo inviato congiunto delle Nazioni Unite e della Lega Araba, Brahimi. ''I due - ha affermato il suo staff in una nota - hanno discusso della situazione estremamente difficile in Siria, e della priorita' immediata alla cessazione della violenza''. La Asthon ha poi ribadito che l'Unione europea da' ''pieno sostegno'' alla missione di Brahimi e ''gli ho assicurato che puo' contare, non solo sul mio impegno personale, ma anche sull'assistenza dell'UE a lui e alla sua squadra in questo importante compito di arrivare a una soluzione politica e pacifica della crisi''. 

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