Eurogruppo: nessun accordo sugli aiuti alla Grecia

FMI e Germania contrarie a proroghe da concedere ad Atene. Slitta tutto a lunedì prossimo

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Eurogruppo: nessun accordo sugli aiuti alla Grecia

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Stallo totale sugli aiuti alla Grecia dopo l'Eurogruppo fiume di dodici ore di martedì. "Ho deciso di sospendere la riunione e di continuarla il prossimo lunedì", ha detto il presidente  Jean-Claude Juncker. E' la seconda volta in pochi giorni che l'accordo sfuma, dopo il fallimento registrato all'eurogruppo dello scorso 12 novembre. I ministri delle finanze dell'eurozona e il Fondo monetario internazionale non sono, infati, riusciti ad arrivare ad un accordo definitivo sulla Grecia dopo un incontro conclusosi alle 5 della mattina di oggi a Bruxelles. Bisognerà attendere ora la nuova convocazione per il 26 novembre per sbloccare una situazione che si complica ulteriormente. "Siamo vicini ad un accordo ma restano ancora delle questioni tecniche da risolvere", ha detto Juncker ai giornalisti all'uscita della riunione.
In particolare, resta la divisione tra Eurogruppo e Fondo monetario Internazionale, su posizioni diverse per quanto riguarda la sostenibilita' del debito greco. Il problema principale resta la riduzione al 120% del Pil entro il 2020, come inizialmente concordato dai creditori internazionali. I calcoli a disposizione dei paesi europei prevedono infatti che soltanto rinunciando a parte del credito verso la Grecia, l'obiettivo possa essere raggiunto. Per evitare questa opzione, l'Eurogruppo spinge per muovere il target al 2022, con costi supplementari calcolati comunque intorno ai 32,6 miliardi di euro. Il Fmi preferisce invece la revisione dei crediti allo spostamento temporale dell'obiettivo. "Stiamo avvicinando le posizioni, ma il lavoro non è ancora finito", ha detto ai cronisti il direttore del Fmi Christine Lagarde uscendo dall'incontro.
L'ipotesi presentata al vertice di concedere una moratoria di dieci anni alla Grecia sul pagamento degli interessi sui prestiti del fondo salva-Stati Efsf ha incontrato la resistenza della Germania. Il ministro delle Finanze tedesco Schauble ha sottolineato come “i problemi sono così complessi che non siamo riusciti a trovare una soluzione definitiva.
Domani intanto è previsto un incontro tra Juncker e il premier greco Samaras. Quest’ultimo ripeterà al vertice dell’Eurogruppo quello che va dicendo ormai da tempo. Ovvero che Ue e Fmi si assumano la responsabilità di andare avanti nell’attuazione dei loro impegni, perché Atene ha adempiuto agli obblighi. “La Grecia ha fatto quello che doveva e ora i nostri partner, tra cui il Fondo monetario internazionale, continuino ciò che hanno iniziato” ha detto dopo la chiusura dell’Eurogruppo. Aggiungendo che “dal completamento di questo sforzo nei prossimi giorni, dipende non solo il futuro del nostro paese ma la stabilità dell’intera eurozona. Ed eventuali difficoltà tecniche nel trovare una soluzione non giustificheranno lassismi o ritardi”.

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