Fumata nera al Consiglio Ue sul bilancio
Aggiornato ad oggi su una nuova bozza di Van Rompuy, ma i leader restano molto pessimisti
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Dopo quattordici ore di incontri bilaterali e un'ora di Vertice del Consiglio europeo, i leader dei 27 paesi europei hanno deciso nella nottata di aggiornare il summit Ue sul bilancio 2014-2020 alla mattina di oggi per avere il tempo di analizzare un nuovo testo di compromesso presentato dal presidente del Consiglio Ue Herman Van Rompuy. Quest'ultimo ha mantenuto tagli di circa 80 miliardi di euro rispetto al testo della Commissione Ue che prevede un bilancio di 1091 miliardi di euro, ma non ha aumentato i tagli come richiesto da diversi paesi del Nord Europa, e in particolare da Gran Bretagna e Germania. Van Rompuy scommette sulla possibilità di un'intesa con una proposta che prevede 11 miliardi in piu' per le politiche di coesione(a favore delle regioni piu' svantaggiate) e 7,7 miliardi in piu' per l'agricoltura.
Van Rompuy ha inoltre proposto di ridurre di 1,6 miliardi i fondi per la giustizia e la sicurezza e di 5,5 miliardi i fondi per la politica estera mentre non e' stato modificato lo stanziamento per le spese amministrative. A cifre invariate, l'aumento dei fondi di coesione e agricoltura è stato compensato da riduzioni per i finanziamenti previsti per innovazione, ricerca, grandi infrastrutture e politica interna. L'accordo resta comunque lontano, a detta di alcuni dei maggiori protagonisti tra cui il cancelliere tedesco Angela Merkel, il presidente francese François Hollande e il primo ministro britannico David Cameron. Anche Monti è restato cauto sull'esito del vertice, precisando comunque che "non sarebbe un dramma" non riuscire a trovare un compromesso in questo summit. L'Italia ha più volte fatto notare nei giorni scorsi che ci sono ancora i tempi tecnici per trovare un accordo all'inizio del prossimo anno senza causare scompensi seri al funzionamento della macchina europea. L'immagine di un'Europa ancora una volta divisa verrebbe tuttavia riconfermata di fronte agli osservatori internazionali se questo summit dovesse fallire.
Van Rompuy ha inoltre proposto di ridurre di 1,6 miliardi i fondi per la giustizia e la sicurezza e di 5,5 miliardi i fondi per la politica estera mentre non e' stato modificato lo stanziamento per le spese amministrative. A cifre invariate, l'aumento dei fondi di coesione e agricoltura è stato compensato da riduzioni per i finanziamenti previsti per innovazione, ricerca, grandi infrastrutture e politica interna. L'accordo resta comunque lontano, a detta di alcuni dei maggiori protagonisti tra cui il cancelliere tedesco Angela Merkel, il presidente francese François Hollande e il primo ministro britannico David Cameron. Anche Monti è restato cauto sull'esito del vertice, precisando comunque che "non sarebbe un dramma" non riuscire a trovare un compromesso in questo summit. L'Italia ha più volte fatto notare nei giorni scorsi che ci sono ancora i tempi tecnici per trovare un accordo all'inizio del prossimo anno senza causare scompensi seri al funzionamento della macchina europea. L'immagine di un'Europa ancora una volta divisa verrebbe tuttavia riconfermata di fronte agli osservatori internazionali se questo summit dovesse fallire.
Le posizioni tra i governi ''sono troppo lontane'', quindi ''non vedo come si possa trovare un accordo'' anche perche' ''Van Rompuy ha poco margine di manovra'', ha invece dichiarato il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz. L' Eurocamera ''non approvera''' un bilancio che si discosti dal ''livello appropriato che e' quello proposto dalla Commissione'' Ue, ha ribadito Schulz. E le prime dichiarazioni 'a caldo' dei leader non lasciano troppo sperare. Le richieste francesi ''sono state parzialmente ascoltate'' ma ''non sono ancora soddisfatto'': ha detto il presidente francese Francois Hollande, ricordando che il nuovo quadro finanziario deve ottenere obbligatoriamente l'Ok del Parlamento europeo. Hollande ha detto di ritenere ''poco probabile'' un'intesa. ''Dubito che troveremo un accordo'', ha concordato la cancelliera Angela Merkel. Ma mentre Hollande chiede meno tagli, la Merkel ne chiede di piu'. La cancelliera tedesca e' partita da Bruxelles come era arrivata: dichiarando che sara' probabilmente necessario un nuovo Vertice. ''Avanzeremo un po', ma non credo che si trovera''' il compromesso tra i 27 sulla base dell'ultima proposta Van Rompuy, ha affermato. Scontata l'insoddisfazione del premier britannico David Cameron che, contrario anche al piu' piccolo aumento, ha pre-annunciato da settimane il suo veto. Londra non e' soddisfatta degli 80 miliardi di tagli proposti da van Rompuy e chiede una sforbiciata di almeno cento. ''L'ultima proposta e' un passo avanti nella giusta direzione, ma non si fa abbastanza e si puo' fare di piu' per ridurre la spesa'', ha detto il portavoce di Cameron.

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