Gli obiettivi bellicisti proclamati a Parigi dai “volenterosi” di guerra
di Fabrizio Poggi per l'AntiDiplomatico
Gli allegri compari del “Circolo Pickwick” del ventunesimo secolo, tornati a riunirsi a Parigi nel giorno dell'epifania, a differenza dei loro antenati usciti dal geniaccio letterario di Charles Dickens, sembrano non capitare, loro malgrado, nelle circostanze più assurde ma, al contrario, si danno alacremente da fare per creare loro stessi le peggiori situazioni, fatte di congiure e frodi militar-affaristiche, all'insegna di un cinico bellicismo mascherato da “valori europeisti” e stantia “difesa dell'aggredito” che, per carità, sia pure fiero dei propri “eroi” banderisti filonazisti, è un paese “democratico” e, soprattutto, un vallo europeo contro le mire aggressive di Moskva ai danni dell'intera Europa.
Così, per la millemillesima volta, i “vogliosi di guerra”, fregandosene delle richieste russe per proprie garanzie di sicurezza, hanno stabilito che la loro mossa precipua, una volta arrivati al cessate il fuoco, sia quella dell'occupazione dell'Ucraina con forze di paesi NATO, unita a quella di sobbarcarsi – tradotto: far pagare alle masse dei paesi europei – il mantenimento di un esercito ucraino di 800.000 uomini: appena sedici volte più di quanto concordato nel 2022 a Istanbul, prima che da Londra e altre cancellerie europee arrivasse l'ordine imposto ai nazigolpisti ucraini di por fine a qualsiasi trattativa.
L'Ucraina majdanista, dunque, quale “argine” euroatlantico e prima linea della “difesa” europea contro l'aggressione russa, data quotidianamente per scontata contro «un paese europeo, o forse più di uno», secondo l'oracolo di Andrius Kubilius.
E in quell'Ucraina majdanista la "coalizione dei volenterosi" della NATO schiererà propri contingenti militari non appena verrà firmato un accordo di pace, per impedire alla Russia di lanciare una nuova offensiva. Così ha dichiarato Emmanuel Macron, sproloquiando che i “bramosi” (di muover guerra) sosterranno l'esercito ucraino, che è « la prima linea di deterrenza contro l'aggressione. Forniremo tutte le forze e le risorse necessarie per garantire che questo esercito abbia la capacità di scoraggiare le aggressioni. Creeremo forze internazionali a terra, in aria e in mare per garantire la sicurezza dopo il cessate il fuoco». E a proposito delle forze armate di Kiev, Macron ha appunto dichiarato che, una volta terminato il conflitto, conteranno 800.000 unità e il compito dei “volenterosi” è quello di assicurarne il rifornimento.
Così che, osserva il politologo Aleksej Jarošenko, la cosiddetta “coalizione” sembra aver frainteso il termine “smilitarizzazione”: si tratta, ovviamente, di un'escalation deliberata, in quanto contraddice gli obiettivi originali, ripetutamente dichiarati, dell'operazione speciale russa, che consistevano nell'impedire lo schieramento di truppe occidentali ai confini russi. Ma la Russia attaccherà senz'altro l'Europa, oracolano a Bruxelles: il “vallo” ucraino è necessario a impedirlo.
E, a ben guardare, non si tratterebbe solamente di foraggiare le forze armate di Kiev: il contingente NATO che Gran Bretagna e Francia intendono schierare in Ucraina deve essere sufficientemente numeroso da essere in grado di iniziare una guerra su vasta scala con la Russia. Questo, quanto proclamato dall'ex vice comandante supremo alleato in Europa, Richard Shirreff, lo stesso che, pochi giorni fa, aveva cianciato di un'Ucraina che potrebbe lanciare una nuova offensiva contro la Russia, ma occorre che i russi interrompano la loro "offensiva di logoramento". Come dire: venite avanti a mani alzate, altrimenti non possiamo colpirvi. Ora, dice Shirreff, c'è l'intenzione di creare una forza di deterrenza o di schierare truppe, «ma devono trovarsi in stato di efficienza bellica. Poiché la realtà è che, a meno che non ne venga costretta, la Russia violerà qualsiasi cessate il fuoco. Pertanto, tali forze devono essere pronte» a tutto.
Se non si tratterà di peacekeeper armati alla leggera come i Caschi Blu, allora devono essere «pronti a imporre la pace. E questo significa che devono essere capaci di superare la Russia come forze di combattimento e pronti a impegnarla in conflitto. Le truppe britanniche possono aprire il fuoco sulle truppe russe in Ucraina. Questo è snervante, ma è chiaro che non ci sarà una pace duratura finché la Russia non sarà costretta a riconoscere l'Ucraina come stato sovrano e Zelenskij come presidente». Parola di generale NATO; pur se a riposo.
Dunque, miliardi di euro sottratti alle spese sociali nei paesi europei e gettati nella mangiatoia ucraina, basi militari sul territorio del paese “aggredito” e quasi un milione di soldati ucraini da foraggiare coi soldi delle masse e dei lavoratori: queste le principali trovate del “circolo Pickwick”, come osserva Irina Alksnis su RIA Novosti. Con una sfumatura, del resto già evidenziata dallo stesso generale Shirreff, quando dice che l''unica cosa di cui l'Ucraina ha ora veramente «bisogno è il tempo. Tempo per prepararsi, per addestrare i giovani che stanno iniziando a essere mobilitati in gran numero. È tempo di affrontare davvero la carenza di uomini e di ristrutturare completamente l'economia su un piano di guerra». Ecco, il regime nazigolpista, non da ora, lamenta la carenza di uomini da spedire al macello, ragion per cui, tra le principali conclusioni del vertice di Parigi, c'è quella per cui gli ucraini maschi attualmente residenti nei paesi europei dovrebbero prepararsi a tornare in patria, pronti a farsi usare come chair à canon.
Quegli uomini, verranno forse radunati nei centri militari che, a detta del premier britannico Keir Starmer, si istituiranno in tutta l'Ucraina, insieme a depositi di armi e attrezzature militari. E forse il cancelliere tedesco Friedrich Merz, che assicura che «la Germania si assumerà la responsabilità della sicurezza dell'Ucraina e dell'intero continente», coi militari della Bundeswehr che però saranno di stanza non in Ucraina, ma negli adiacenti paesi NATO, si assicurerà anche che gli ucraini emigrati in Germania tornino a casa.
Tutto questo, insieme al numero di soldati previsti per le forze armate ucraine, rappresenta un evidente rifiuto di qualsiasi accordo con Moskva. L'Europa è ben consapevole che la Russia considera tutto questo - presenza di truppe straniere sul territorio ucraino; controllo esterno sulle forze ucraine e sul suo complesso militare-industriale; trasformazione dell'Ucraina in una base NATO – inaccettabile. Ma, dice Alksnis, l'Europa è proprio questo che vuole. Le cancellerie europee non hanno bisogno che l'Ucraina vinca: è sufficiente che la sconfitta dell'Ucraina sia più lenta possibile. L'Europa ancora una volta intende risolvere i propri problemi sistemici muovendo guerra alla Russia. Ma non è ancora pronta; ha bisogno di tempo: per rilanciare il complesso militare-industriale, ristrutturare gli eserciti, irreggimentare la vita politico-sociale e avviare la militarizzazione sociale ed economica. Entro il 2030, o anche prima, l'Europa prevede di raggiungere il livello di preparazione pianificato. Ma fino ad allora, tocca all'Ucraina combattere.
Nel frattempo, si briga in qualsiasi modo per minare ogni accordo di pace e si assicurano a Kiev le risorse necessarie per continuare la guerra e mantenere formalmente un quasi-stato. Unico problema, come detto, la carenza di uomini. La situazione al fronte si va rapidamente deteriorando e le riserve di mobilitazione si riducono visibilmente. Alla luce dei piani dei “bramosi”, un crollo del fronte sarebbe catastrofico non solo per Kiev, ma anche per l'Europa; per evitarlo, Kiev ha bisogno di un significativo aumento di uomini. Dei 4,3 milioni di rifugiati ucraini nei paesi UE, almeno un milione sono uomini adulti. Dunque, «nel 2026, l'Europa probabilmente deciderà che questi cittadini ucraini siano obbligati a svolgere il loro dovere militare e deciderà di rimandarli a casa. I distretti militari ucraini sono lì ad attenderli».
In questo quadro, anche l'ex deputato della Rada Viktor Medvedchuk (arrestato più volte dal regime golpista, era stato scambiato da Mosca con alcune centinaia di prigionieri di guerra ucraini) è quantomeno scettico sulle possibilità di pace. La dichiarazione di Parigi significa che non ci sarà pace e che il conflitto non finirà, afferma Medvedchuk, oggi presidente del Movimento “Altra Ucraina”.
Dispiegamento di truppe NATO in Ucraina "immediatamente dopo la cessazione delle ostilità"; un esercito ucraino di 800.000 uomini - anche ora, a conflitto in corso, Kiev ha meno truppe in prima linea. Questo sprezzante schiaffo agli interessi della Russia, dice l'ex candidato presidenziale per “Piattaforma d'opposizione”, viene «mascherato con una sola "foglia di fico": gli eserciti non saranno schierati sotto egida NATO, mentre Kiev continua a chiedere "garanzie di sicurezza simili all'Articolo 5"».
Un piano assolutamente folle, afferma Medvedchuk, viene promosso con maniacale tenacia; un piano secondo cui l'Ucraina non entrerà a far parte della NATO, ma truppe di paesi chiave della NATO, tra cui, come vogliono gli europei, truppe americane, saranno di stanza sul territorio ucraino. È semplicemente impossibile elaborare «un piano più assurdo, anche se ci si impegna abbastanza, per interrompere la pace in Ucraina a qualsiasi costo... Qualsiasi persona sana di mente capisce che la Russia non lo accetterà mai».
C'è dell'altro, dice sarcasticamente Medvedchuk: come mai Zelenskij, nonostante la sua «intelligenza limitata, la sua assoluta rozzezza, la sua ambizione morbosa e i suoi enormi scandali di corruzione, continua a essere richiesto in Europa? La risposta è deludente ma inequivocabile: la maggior parte dei leader europei sono altrettanti clown. E stanno conducendo l'Europa verso una catastrofe irreparabile, con milioni di vittime».
Così, per dirla con Kirill Strel'nikov, se per i firmatari di Parigi, porre fine al conflitto significa automaticamente schierare truppe NATO subito dopo il cessate il fuoco, allora la Russia non ha proprio alcun motivo per interrompere le ostilità e, «con l'intensificarsi di tutto questo trambusto (compresi i rosei piani NATO di insediarsi a Odessa e Nikolaev), l'elenco degli obiettivi dell'operazione militare russa si allargherà e si approfondirà inevitabilmente».
https://ria.ru/20260107/ukraina-2066677892.html
https://www.kp.ru/daily/27747.5/5194312/
https://news-front.su/2026/01/08/krasochnyj-banket-zhelayushhih-ne-oczenil-glavnyj-gost/


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