Grecia: Atene si ribella alle dichiarazioni di Lagarde
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Bufera sulle dichiarazioni rilasciate in una intervista al giornale inglese The Guardian da Christine Lagarde, direttore del Fondo monetario internazionale (Fmi), sulla Grecia. Lagarde, chiarendo come il Fondo non abbia nessuna intenzione di ammorbidire i termini del piano di austerità per Atene, ha dichiarato senza troppi giri di parole che i greci dovrebbero iniziare ad aiutare se stessi collettivamente, pagando tutti le tasse, e si è detta meno preoccupata delle sorti dei greci che di quelle dei bambini in Africa.
Indignazione nel mondo politico greco. Il leader socialista Evangelos Venizelos ha accusato Lagarde di "insultare il popolo greco", mentre il leader di Syriza, Alexis Tsipras, alle parole del segretario del Fondo Monetario Internazionale ha replicato che "i lavoratori greci pagano le loro tasse e queste sono a livelli insostenibili". Le parole del capo dell'Fmi sono state criticate aspramente anche in Francia. Il ministro dei Diritti delle Donne e portavoce del governo, Najat Vallaud-Belkacem, parlando con l'emittente tv Canal+ ha definito "semplicistiche e stereotipate" le affermazioni della Lagarde. Il leader della sinistra radicale, Jean-Luc Melenchon, ha invece chiesto le sue dimissioni.
Al di là delle polemiche fra Christine Lagarde e Atene, il caso greco sembra al momento senza soluzione per la leadership europea. Nonostante gli aiuti internazionali previsti, 340 miliardi di euro in tre anni, vale a dire il 168% del suo Pil, la situazione è sempre più traballante e l'opzione più probabile resta il ritorno alla dracma.

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