Grecia: il giorno del voto sulle misure d'austerità
Il Parlamento deve decidere sui tagli da 13,5 miliardi imposti dalla troika. Secondo giorno di sciopero generale
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E’ iniziato uno dei giorni più importanti per la breve storia democratica della Grecia. Il Parlamento ellenico deve decidere sul pacchetto delle misure di austerità da 13,5 miliardi di euro richieste dalla troika (Fmi, Ue e Bce) per sbloccare la seconda tranche degli aiuti internazionali di 31,5 miliardi di euro, necessari ad Atene per coprire le solvenze immediate con i suoi creditori. In mattinata, il presidente del Parlamento, Evaghelos Meimarakis, ha dovuto tuttavia interrompere il dibattito per effetto della richiesta di Syriza, il partito di sinistra radicale (all'opposizione) e di quello dei Greci Indipendenti (di destra), che hanno sostenuto l'incostituzionalità del disegno di legge. Meimarakis ha deciso che si dovrà procedere con una votazione nominale sulla questione dell'incostituzionalità o meno del pacchetto prima di riprendere il dibattito. "L'approvazione delle nuove misure è inevitabile se vogliamo evitare il fallimento", ha detto davanti alla Commissione affari economici, il ministro delle Finanze, Yannis Stournaras. "Abbiamo fatto i due terzi dei nostri sforzi - ha aggiunto -. Ora ci troviamo nel momento più critico e dobbiamo prendere la decisione giusta". Momenti di tensione si sono registrati quando Stournaras ha accusato i partiti dell'opposizione, e in particolare Syriza (sinistra radicale), di voler "trasformare la Grecia in una Corea del Nord". Alcuni parlamentari di Syriza hanno invece protestato contro "la dittatura del Memorandum" firmato con la troika e il "genocidio sociale" che, a loro parere, esso provocherà. La decisione del Parlamento è attesa per questa sera: il governo di coalizione di Samars teme possibili franchi tiratori che potrebbero mettere in dubbio la maggioranza.
Continua intanto lo sciopero generale di 48 ore organizzato dai due principali sindacati del paese. Ma ad Atene la protesta di martedì è stata meno partecipata e decisamente più pacifica del solito. Secondo la polizia hanno manifestato circa 40 mila persone, tra cui autisti di tram, taxi, metro, autobus, insegnanti, giudici, avvocati, funzionari delle poste e dipendenti pubblici in generale.
Le misure di austerità prevedono circa 13,5 miliardi di euro di tagli alla spesa pubblica da attuarsi entro il 2016, tra cui la sospensione della tredicesima e della quattordicesima per gli impiegati pubblici, l’aumento dell’età pensionabile da 65 a 67 anni, tagli dal cinque al dieci per cento per le pensioni di più di mille euro al mese. Il provvedimento prevede anche un ulteriore aumento delle tasse, tagli agli stipendi di professori universitari, medici, giudici, diplomatici e membri delle forze armate, e nuove riforme che rendono più facile assumere e licenziare i dipendenti. Domenica il parlamento greco dovrà votare anche sul budget rivisto per il 2013-2014 e presentato la scorsa settimana dal ministro delle Finanze Yannis Stournaras: prevede per il prossimo anno un’ulteriore contrazione dell’economia superiore al 4,5 per cento e l’aumento del debito pubblico, che raggiungerà i 346 miliardi di euro o il 189 per cento del prodotto interno lordo. L’approvazione delle misure di austerità e del nuovo budget è necessaria per ottenere un prestito di 31,5 miliardi di euro promesso dall’Unione europea, dal Fondo monetario internazionale e dalla Banca centrale europea. Senza i fondi le casse dello stato greche rischiano di restare senza soldi entro il 16 novembre, quando è prevista una delle scadenze per il pagamento del debito pubblico. Il primo ministro Antonis Samaras sta cercando di ottenere il sostegno dei più scettici nella coalizione che lo sostiene e si prevede che l’austerità passerà seppur con una maggioranza limitata.

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