Hillary Clinton testimonia sull'assalto al Consolato americano di Bengasi
La Clinton mette in guardia sui pericoli provenienti dal Mali
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Il Segretario di Stato Hillary Clinton ha testimoniato alla Commissione Affari Esteri del Senato sull’attacco al Consolato americano di Bengasi nel quale hanno perso la vita quattro funzionari statunitensi, incluso l’ambasciatore americano in Libia, Christopher Stevens.
La Clinton ha inserito i fatti di Bengasi nel solco degli squilibri causati dalla transizione libica e nell’insieme delle sfide provenienti dal Nord Africa. Il Segretario si è assunta la responsabilità dell’attacco pur chiarendo di non aver mai ricevuto richieste di misure di sicurezza aggiuntive per Bengasi. La Clinton ha difeso Susan Rice dall’accusa di aver volontariamente mentito agli americani sostenendo che l’attacco a Bengasi era frutto delle proteste per il film “L’innocenza dei Musulmani” e non un attacco terroristico. Duri gli attacchi del senatore repubblicano del Kentucky Rand Paul che ha ammesso che avrebbe sollevato la Clinton dal suo incarico se fosse stato presidente e del Senatore McCain che ha giudicato insoddisfacenti le risposte del Segretario.
Nel suo discorso, la Clinton ha messo in guardia sulla situazione in Mali, definito “un rifugio per i terroristi che cercano di compiere azioni come quella in Algeria”. La Clinton ha aggiunto che al momento non ci sono evidenze che permettono di collegare l’episodio di Bengasi all’attacco ad In Amenas, in Algeria ma ha parlato di una “minaccia jihadista” globale che non cesserà di esistere fino a quando “la democrazia non fiorirà nella regione”.
In quello che molto probabilmente sarà il suo ultimo atto da Segretario di Stato, la Clinton ha aggiunto di essere “onorata” di aver rappresentato l’America in questi quattro anni da Segretario di Stato e aver guidato i diplomatici americani che lavorano in tutto il mondo anche in situazioni di grande difficoltà.
Giovedi la Commissione Affari Esteri terrà un’ audizione con il senatore John Kerry del Massachusetts, nominato da Obama per succedere alla Clinton come Segretario di Stato.

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