Il capo della polizia israeliana: È ''normale" sospettare di arabi ed etiopi

Il capo della polizia israeliana, Roni Alsheich in alcune controverse dichiarazioni, considera "normali" sospettare arabi ed etiopi nei territori palestinesi occupati.

5850
Il capo della polizia israeliana: È ''normale" sospettare di arabi ed etiopi

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

"In tutto il mondo è un dato di fatto che gli immigrati sono più coinvolti in attività criminali di altri (...) questo è anche vero per gli arabi", ha dichiarato, ieri, Alsheich durante un incontro con un gruppo di avvocati a Tel Aviv.
 
Con queste argomentazioni, gli etiopi non stati esclusi da queste considerazioni, ribadendo che è completamente "normale" che la polizia israeliana sospetti più dei discendenti etiopi.
 
Inoltre, ha affermato che i rapporti di polizia israeliani con la comunità etiopica sono molti buoni, qualcosa che è stato rapidamente smentito dai membri di queste comunità che considerano le razziste dichiarazioni di Alsheich.
 
Gli attivisti etiopi-israeliani hanno criticano le dichiarazioni del capo della polizia israeliana, esortando il regime di Tel Aviv a licenziare Alsheich per queste dichiarazioni incendiarie.
 
Più di 120.000 ebrei di origine etiope che hanno raggiunto i territori occupati in due ondate migratorie nel 1984 (Operazione Mosè) e nel 1991 (Operazione Salomone), tuttavia non sono ancora stati integrati nella società israeliana.
 
La maggior parte dei migranti africani che vivono nella Palestina occupata vivono nella zona povera di Tel Aviv. La loro presenza ha causato conflitti ed episodi di violenza con gli occupanti della città.
 

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Potrebbe anche interessarti

Porfirio Hernández: un maestro, un amico, un militante di Fabrizio Verde Porfirio Hernández: un maestro, un amico, un militante

Porfirio Hernández: un maestro, un amico, un militante

Dorsi e ridorsi della storia di Michelangelo Severgnini Dorsi e ridorsi della storia

Dorsi e ridorsi della storia

Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre   Una finestra aperta Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre

Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre

Il "dissenso" e le prossime elezioni di Francesco Santoianni Il "dissenso" e le prossime elezioni

Il "dissenso" e le prossime elezioni

250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono di Raffaella Milandri 250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono

250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

CIABATTE E GINOCCHIERE di Alessandro Mariani CIABATTE E GINOCCHIERE

CIABATTE E GINOCCHIERE

L'estate degli italiani tra vacanze e sfruttamento di Giuseppe Giannini L'estate degli italiani tra vacanze e sfruttamento

L'estate degli italiani tra vacanze e sfruttamento

La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia di Antonio Di Siena La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia

La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale di Giorgio Cremaschi Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti