Il caso Murdoch continua a far tremare il governo Cameron
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Dopo la chiusura di News of the World, nel giugno del 2011, lo scandalo delle intercettazioni illegali continua a far tremare l’impero mediatico di Murdoch ed il governo di Cameron. Dopo le dichiarazioni rilasciate la scorsa settimana alla commissione d’inchiesta da James Murdoch, figlio del magnate australiano, che aveva evocato “strette relazioni” con News Corp. da parte del Ministro della cultura Jeremy Hunt, Cameron, chiamato in aula a deferire della situazione dal partito laburista, ha difeso l'operato del suo gabinetto. “Se si renderà necessario – ha detto Cameron alla Camera dei Comuni – per agire non attenderò il termine dell’inchiesta Leveson. Qualora emergesse che il codice di condotta ministeriale è stato infranto, chiederò l’avviso del consigliere per gli affari ministeriali oppure interverrò in prima persona”.
Infatti, il magnate Rupert Murdoch e il figlio James sono sospettati, oltre che di intercettazioni illegali, di aver ricevuto un trattamento di favore da un ministro del governo per acquistare la totalità delle quote di BskyB. News Corporation, che detiene il 39% di BskyB, il principale bouquet di canali satellitari del Regno Unito, ha dovuto rinunciare all’operazione in luglio, per lo scandalo delle intercettazioni. Oltre alla commissione parlamentare, che ha appena pubblicato le conclusioni dell’inchiesta, una seconda commissione, presieduta dal giudice Leveson, indaga sull’etica dei media e sui rapporti tra il potere politico britannico e il gruppo del magnate australiano. Stando ai primi atti della Commissione Leveson, un collaboratre del ministro della Cultura Jeremy Hunt, ha aiutato Murdoch ad acquisire BskyB. Hunt si è difeso affermando di non aver violato nessuna codice. “Mostrerò email e comunicati privati che scagionano il mio collaboartore e sono sicuro che dall’inchiesta uscirà fuori che il processo di acquisto è stato portato avanti in piena trasparenza”.

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