Il caso Tymoshenko: a rischio l'accordo d'associazione Ucraina-UE
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La sorte dell'ex primo ministro ucraino Yulia Tymoshenko, in carcere da agosto scorso per abuso di potere, è motivo di pressione crescente su Kiev da parte dell'occidente. Il ministro degli Esteri tedesco Guido Westerwelle ha minacciato mercoledì di non ratificare l’accordo di associazione dell’Ucraina all’Unione europea se non sarà risolto il caso dell’ex leader della rivoluzione arancione del 2004. “Noi, i tedeschi, diciamo che l’accordo d’associazione Ue-Ucraina non può essere ratificato, se delle condizioni di stato di diritto non verranno chiaramente soddisfatte”, ha affermato il capo della diplomazia tedesca alla televisione Zdf. In un’intervista sulla Bild, inoltre, Westerwelle ha ricordato a Kiev che, in quanto membro del Consiglio d’Europa, è obbligato a rispettare norme minime relative ai diritti dell’uomo; mentre non ha voluto prendere posizione sulla questione dell'eventuale boicottaggio dei campionati europei di calcio previsti nel paese ed in Polonia ed Ucriana da giugno come ritorsione.
Tymoshenko, in sciopero della fame da 12 giorni, accusa di persecuzione politica il presidente Viktor Yanukovich. Nei giorni scorsi l'ex premier, sofferente per ernie del disco non curate, ha denunciato di essere stata vittima di percosse durante un ricovero coatto in un ospedale vicino al carcere. I reati di cui è accusata Timoshenko, malversazione, evasione fiscale e frode, risalirebbero all'attività della Sistemi energetici uniti d'Ucraina, società di cui l'ex premier è stata presidente negli anni '90. In particolare, tra il 1997 e il 1998, la Timoshenko avrebbe ottenuto un rimborso dell'Iva non dovuto e avrebbe nascosto al fisco dei ricavi in valuta straniera. Secondo Alexander Plakhotniuk, uno dei legali della ex premier, la Timoshenko rischia fino a 12 anni di reclusione. La procura ha inoltre chiesto un risarcimento di circa 1,8 milioni di euro.

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