Il controverso accordo Australia-Cambogia sul reinsediamento dei rifugiati

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Il controverso accordo Australia-Cambogia sul reinsediamento dei rifugiati

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di Valentina Racioppi

 
L’Australia sta concludendo in questi giorni un nuovo accordo sull'immigrazione con il governo cambogiano, accordo che prevede il passaggio dei rifugiati, provenienti dall’isola di Nauru ( che ospita un campo d'accoglienza che l'Australia ha installato sull'isola per portarvi gli immigrati clandestini), dall’Australia verso la Cambogia.
 
I dettagli del piano non sono ancora stati resi pubblici dalle autorità ma sulla base di alcune indiscrezioni i rifugiati vivranno in comunità e il loro sostentamento sarà supportato da organizzazioni locali. I numeri che vengono riportati vedono il reinsediamento di più di 1.000 rifugiati da Nauru alla Cambogia.

Questa mossa da parte del governo australiano è stata fortemente criticata dalle maggiori organizzazioni internazionali che si occupano della tutela di diritti umani, come Amnesty International; la Cambogia è un paese con pessimi dati economici, con un record orribile di violazioni dei diritti umani, ed è abbastanza probabile che molti dei profughi si troveranno a fronteggiare rischi maggiori di quelli corsi quando hanno deciso di dal loropaese di origine. La Cambogia non risulta decisamente un partner affidabile in qualsiasi schema di re insediamento. 
 
L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani dei rifugiati ha condannato i negoziati portati avanti dall’Australia, sostenendo che la Cambogia è una nazione vulnerabile che sta ancora tentando di riprendersi da anni di una guerra civile cruenta e sanguinosa.  Lo stesso leader dell'opposizione cambogiana Sam Rainsy ha detto che non riesce a capire la filosofia che ispira l'idea di inviare i profughi a vivere in uno dei paesi più poveri dell'Asia.
 
 Ma le polemiche non riguardano solo l’Australia.  L’accordo tra i due paesi celerebbe anche l’interesse cambogiano nel ricevere il denaro che teoricamente dovrebbe essere destinato al reinserimento dei rifugiati. Questa somma di denaro favorirebbe ed incrementerebbe la corruzione nel paese, secondo gli esperti. Rainsy afferma, inoltre, che " Il denaro, soprattutto da qualsiasi fonte straniera, verrebbe deviato [e] incanalato nelle tasche dei nostri leader corrotti, e senza alcun beneficio per la gente comune". 
 
La replica dell’Australia è arrivata dal Ministro dell’Immigrazione Scott Morrison, il quale sostiene che il reinsediamento riguarda la libertà dalle persecuzioni stesse, e che non rappresenta un biglietto per un'economia di prima classe. 

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