Il Fronte al-Nusra
Terrorista per gli Stati Uniti, “fratello dell’Islam” ed alleato per i ribelli siriani
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di Mara Carro
Con un messaggio pubblicato on-line l’8 aprile, il leader dello Stato Islamico dell'Iraq (Aqi), Abu Bakr al-Baghdadi, ha annunciato che Jabhat al-Nusrah li-Ahli al-Sham, il Fronte per la Liberazione del Popolo del Levante, è un ramo di Aqi operante in Siria e che d’ora in avanti tutte le cellule del gruppo avrebbero preso il nome di "Stato islamico dell’Iraq e del Levante". Appena due giorni prima del messaggio audio di al-Baghdadi, sui forum jihadisti era stato pubblicato un lungo discorso di Ayman al-Zawahiri, leader di al-Qaeda, che esortava i jihadisti che combattono in Siria a dare vita ad uno stato islamico.
Prendendo a riferimento le opinioni espresse da Aaron Y.Zelin del Washington Institute e da Thomas Joscely in The Long War Journal si approfondiranno gli ultimi sviluppi che hanno interessato il Fronte al-Nusra, cercando di definire meglio il profilo dei suoi combattenti, terroristi per gli Stati Uniti ma “ottimi combattenti”, “fratelli dell’Islam” e “rivoluzionari” per chi si batte per rovesciare il governo del presidente siriano, Bashar Assad.
Con un messaggio pubblicato on-line l’8 aprile, il leader dello Stato Islamico dell'Iraq (Aqi), Abu Bakr al-Baghdadi, ha annunciato che Jabhat al-Nusrah li-Ahli al-Sham, il Fronte per la Liberazione del Popolo del Levante, è un ramo di Aqi operante in Siria e che d’ora in avanti tutte le cellule del gruppo avrebbero preso il nome di "Stato islamico dell’Iraq e del Levante". Appena due giorni prima del messaggio audio di al-Baghdadi, sui forum jihadisti era stato pubblicato un lungo discorso di Ayman al-Zawahiri, leader di al-Qaeda, che esortava i jihadisti che combattono in Siria a dare vita ad uno stato islamico.
Prendendo a riferimento le opinioni espresse da Aaron Y.Zelin del Washington Institute e da Thomas Joscely in The Long War Journal si approfondiranno gli ultimi sviluppi che hanno interessato il Fronte al-Nusra, cercando di definire meglio il profilo dei suoi combattenti, terroristi per gli Stati Uniti ma “ottimi combattenti”, “fratelli dell’Islam” e “rivoluzionari” per chi si batte per rovesciare il governo del presidente siriano, Bashar Assad.
Il messaggio di Aqi. Nel messaggio audio, Baghdadi spiega come sarebbero stati gli stessi vertici di al-Qaeda in Iraq (Aqi) a porre Abu Mohammed al-Jawlani alla guida del nuovo gruppo impegnato nella lotta contro il governo del presidente siriano Bashar Assad. Allo stesso modo, continua Baghdadi, pianificazione, finanziamento e rifornimento, sia di uomini che di armi, sarebbero stati gestiti dalla stessa Aqi. Nel messaggio, il leader di Aqi chiarisce anche perché al-Qaeda non ha annunciato prima l’affiliazione del Fronte al-Nusra. Baghdadi fa riferimento a “problemi di sicurezza” e al desiderio dei combattenti di presentarsi alla popolazione siriana senza che il loro messaggio fosse offuscato dalle falsificazioni dei media, che avrebbero subito stigmatizzato l’affiliazione con al-Qaeda.
Se per Aaron Y. Zelin del Washington Institute, questo modus agendi rivelerebbe una costante nell’azione di al-Qaeda, ormai solita a presentarsi nei teatri post-rivoluzioni arabe sotto forma di gruppi che agiscono a livello locale ma che si rifanno ad all’ideologia globale di al-Qaeda (Ansar al-Sharia in Yemen, Libia e Tunisia potrebbero essere considerati esempi in questo senso), questa non è la prima volta che al-Qaeda, al-Qaeda in Iraq o altri gruppi regionali cercano un maggior coinvolgimento nel conflitto. Proprio come le altre potenze regionali, questi gruppi vorrebbe svolgere un ruolo importante sia nel determinare l’esito del conflitto che nella ricostruzione della Siria che seguirà.
La risposta del Fronte al-Nusra. Altrettanto interessante è la lettura fornita da Thomas Joscelyn del The Long War Journal del messaggio del leader del Fronte al-Nusra, Abu Mohammed al-Jawlani in risposta al messaggio di Baghdadi. Jawlani promette fedeltà ad Ayman al-Zawahir, leader di Al-qaeda, e sembra prendere le distanze dall’annuncio del leader di Aqi circa l’affiliazione di al-Nusra con Aqi. I contenuti dei due messaggi non si contraddicono ma confermerebbero l’ultima intuizione dei funzionari antiterrorismo americani che negli ultimi mesi hanno rilevato una crescente flusso di comunicazioni dirette tra il Fronte al-Nusra e la leadership centrale di al-Qaeda in Pakistan oltre che "un numero crescente di combattenti di al Qaeda" in viaggio "dal Pakistan alla Siria per unirsi alla lotta" con al- Nusrah. La conclusione a cui giunge Joscelyn è che al-Nusra non va più considerata una cellula di Aqi in Siria, che a sua volta è una declinazione di al-Qaeda, bensì una ramificazione della stessa al-Qaeda. Il messaggio sembra poi essere un tentativo di Jabhat al-Nusra di rassicurare i siriani che il gruppo avrebbe continuato a dedicarsi alla rivolta per rovesciare Assad e non avrebbe servito gli interessi non-siriani, nonostante la promessa di fedeltà ad al-Qaeda
Per Siria e Usa sono "terroristi". Le ultime informazioni sul Fronte al-Nusra hanno dato modo al governo siriano di avvalorare la sua tesi di essere in lotta con terroristi sostenuti dall’esterno e non contro il suo stesso popolo e confermerebbero, in ogni caso, la decisione del Dipartimento di Stato americano di inserire il gruppo jihadista nell’elenco delle organizzazioni terroristiche globali. L’11 dicembre 2012 il Dipartimento di Stato americano ha, infatti, definito il Fronte al-Nusra solo l’ultimo “alias” di al-Qaeda in Iraq (Aqi), sostenendo come il gruppo abbia cercato di ritrarre sé stesso come parte legittima dell’opposizione siriana, celando invece l’intenzione di Aqi di dirottare la lotta del popolo siriano per i suoi scopi. Nuovi timori potrebbero emergere tra i sostenitori internazionali. Gli Stati Uniti si oppongono all’idea di armare direttamente i combattenti dell'opposizione siriana, in parte, proprio per paura che le armi potrebbero cadere nelle mani degli estremisti islamici come Jabhat al-Nusra.
La forza del gruppo. Secondo un conteggio tenuto dal The Long War Journal, dal dicembre 2011 il Fronte al-Nusra ha rivendicato la responsabilità di 57 dei 70 attacchi suicidi registrati nei principali centri siriani: Damasco, Aleppo, Hamah, Dara, Homs, Idlib e Dayr al -Zawr. Nel 2013 di 17 attacchi suicidi segnalati in Siria, 14 sono stati rivendicati da al-Nusra. La forza del gruppo è dimostrata sia dall’abilità dei suoi membri sul campo di battaglia – al-Nusra ha contribuito a portare la battaglia nelle due più grandi città siriane: la capitale Damasco e Aleppo – sia dalla capacità di dare vita ad una vera e propria rete di welfare nelle province settentrionali sottratte al controllo di Damasco.
Il Fronte al-Nusra è uno dei gruppi meglio organizzati che combattono il governo del presidente Bashar al Assad. La sua forza militare si è resa evidente con la conquista della base militare di Sheikh Suleiman, lo scorso 11 dicembre e ora si stima che il gruppo possa contare almeno 10mila combattenti.
Il Fronte controlla gran parte della Siria orientale, compresa la città di al-Raqqa, capoluogo del governatorato omonimo, una grande diga sul fiume Eufrate e una sezione del confine la Giordania. Il 9 marzo, l'alleanza jihadista in Siria orientale, guidata dal Fronte al-Nusra ha istituito il "Comitato della Sharia per la regione orientale" per imporre la legge islamica.
Per un approfondimento, si consiglia la lettura di:
2) Sanchez, J.,"Who's Who in Al-Qaeda & Jihadi Movements in Iraq and the Middle East: 30,631 Key Individuals, Organizations, Incidents, and Linkages"

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