Il gregge mediatico all'opera contro Marta Grande sull'Ucraina
Nel paese la realtà ha superato la sceneggiatura di qualunque film del passato
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Il gregge mediatico ancora in azione. Ad una settimana di distanza dall'intervento di Marta Grande alla Camera - i tempi di reazione degli organi d'"informazione" in Italia sono questi - arriva il solito inutile frastuono sul nulla. Leggiamo in uno, ma è più o meno il solito copia e incolla generale da parte di tutti: "Una performance raccapricciante in perfetto stile complottista, approssimativo, menzognero e protetto solo dalla solita retorica populista che piace tanto ai fedelissimi e «alla gente», della quale Marta Grande è sicuramente una degna rappresentante. Infatti un discorso del genere sarebbe stato perfetto al bancone di un bar, per gli scranni del Parlamento invece non va bene".
La colpa di Marta Grande? Aver denunciato i crimini commessi dal governo fantoccio di Kiev in Ucraina orientale - anche se "al Parlamento italiano non va bene" farlo - citando erroneamente un'immagine tratta dal backstage di un film russo del 2008 (molto meno raccapricciante di quella che vi abbiamo mostrato all'inizio dell'articolo e di alcune che vi proporremo dopo). Chi conosce la situazione in Ucraina orientale e si documenta sulla repressione in atto contro la popolazione nel sud-est del paese non ha prestato particolare attenzione al riferimento di Marta Grande, avendo in mente le decine di immagini raccapriccianti e video drammatici che provengono da settimane da quel teatro di guerra civile. La realtà del 2014, con a Kiev un governo nato da un colpo di stato spalleggiato da frange neo-naziste e sostenuto da Usa e UE, ha infatti superato di gran lunga gli sceneggiatori di quel film del 2008. Avevamo deciso di non pubblicare in passato le foto dei corpi carbonizzati dopo l'incendio criminale di Odessa del 2 maggio alla Casa dei Sindacati da parte delle forze di Kiev. Confermiamo questa scelta, ne sconsigliamo la visione ad un pubblico particolarmente sensibile e rinviamo tutti gli altri a questo link.
In Ucraina orientale la realtà ha superato la sceneggiatura di quel film del 2008:




Il video dell'incendio a Odessa. Anche qui vale la stessa precauzione fatta in precedenza e ne sconsigliamo la visione a persone particolarmente sensibili.
La lista di queste immagini e video sui crimini commessi in Ucraina orientale potrebbero proseguire al lungo, ma al gregge mediatico queste informazioni non arrivano o non le considerano meritevoli di essere divulgate alla loro popolazione. Il gregge accusa poi Marta Grande di aver mentito a proposito dei "campi di filtraggio". Il ministro della Difesa ucraina, Mikhail Koval’ nella riunione del Consiglio dei Ministri del 10 giugno, ha annunciato l'istituzione di “speciali campi di filtraggio”, che dovranno permettere di individuare tutti coloro che hanno partecipato alle rivolte nel sud-est del paese, per poi avviare la loro “ridislocazione” in altre zone del paese. Campi dove concentrare i "ribelli" e preparare la loro deportazione.
Sull'Espresso del 29 giugno Nicolai Lilin scrive:
Sull'Espresso del 29 giugno Nicolai Lilin scrive:
"Il nuovo “democratico” governo ucraino sta preparando dei campi di concentramento in cui intende rinchiudere tutti i cittadini del Sud-Est che verranno individuati come terroristi. Spaventa la modalità di selezione di tali criminali, poiché secondo le affermazioni rilasciate alla stampa dal ministro della difesa ucraino Michail Koval, gli abitanti del Donbass saranno “raccolti” in questi “campi di filtraggio” dove, dopo aver separato le donne, gli uomini e i bambini, alcuni “specialisti” dell’esercito ucraino decideranno chi di loro è un terrorista e chi no. Non si parla però di processo. Le basi legali e i metodi con cui intendono operare i militari in queste strutture fanno venire in mente i tristemente famosi campi di sterminio nazisti o i GULAG sovietici. Per ora sono due i campi di concentramento in fase di completamento. Alcuni giornalisti sono riusciti ad entrare in quello che si trova nella cittadina Zhdanovka, sulla strada Frunze numero 3. Il capo cantiere, intervistato dai giornalisti, ha rivelato che il campo viene costruito per conto del ministero degli interni ucraino, con i soldi dell’Unione Europea. I valori europei, probabilmente mal interpretati ed esaltati alla follia, sono espressi attraverso cartelli che riportano le bandiere dell’Europa Unita e che decorano i muri esterni del campo. Il capo cantiere ha inoltre affermato che la sua ditta sta facendo un ottimo lavoro e che le persone rinchiuse in questo lager avranno un livello di vita molto alto, visti i comfort di cui lo stanno dotando i suoi operai. I lavori ad oggi dovrebbero essere già finiti.
Cosa deve ancora accadere per far aprire gli occhi ai nostri politici e condannare le azioni del governo ucraino? È possibile che non si accorgano che stiamo rischiando di ripetere una delle più brutte ed infami pagine della Storia?"
E Lilin porta a testimonianza questi due video:
Nella fase finale del suo intervento alla Camera, Marta Grande denuncia come questa politica scelta da un governo fantoccio di Stati Uniti e dell'Ue non deve rappresentare l'Italia e sicuramente non rappresenta i suoi cittadini. Crea, inoltre, un grave problema economico per le future relazioni con un partner strategico fondamentale come la Russia, compromettendo al contempo la realizzazione del South Stream, il nuovo gasdotto che dovrebbe connettere direttamente Russia ed Unione Europea, eliminando ogni Paese extra-comunitario dal transito. La crisi ucraina sta compromettendo il progetto per l'ostilità di Ue e Usa, che hanno in mente il gas di scisto americano attraverso il TTIP per il futuro del continente. Non aspiriamo certo che i media italiani possano occuparsi di fracking, TTIP e scenari geopolitici. Scrive ieri il blog Zero Hedge come il collasso bancario in Bulgaria sia stato creato ad hoc dall'Ue per imporre la sospensione di ogni lavoro di costruzione del South Stream. Di questo o dell'accordo del Cremlino con l'Austria, che ha deciso al contrario di sfidare Bruxelles e Washington, il gregge mediatico non se ne occupa, non gli interessa o non lo comprende. Meglio concentrarsi su quello dove non teme concorrenza, il nulla.
E' poi singolare che dopo aver usato la parola "nazista" migliaia di volte in questo periodo a sproposito, questo gregge mediatico continui a spalleggiare il governo fantoccio di Kiev, in cui la frangia nazista dei nipotini di Hitler di Svoboda occupa posizioni chiave e si aggiunge ad una serie di oligarchi e burocrati assoldati dal Fondo Monetario Internazionale, in un mostro istituzionale senza precedenti. Utilizzare il termine "nazista" a proposito aiuterebbe il gregge mediatico in quell'opera d'informazione che è chiamato a garantire al paese.
In uno dei suoi post su Facebook, Lilin concludeva: "Ci sarà un'altra Yugoslavia, solo che questa volta i russi non si ritireranno. Ci sarà una guerra vera fino in fondo, fino all'ultimo uomo, senza pietà per nessuno. Per questo noi qui non possiamo ingoiare le bugie e le diffamazioni della stampa pilotata, dobbiamo informarci, far girare le immagini dello scempio umano in cui si è trasformata l'Ucraina, per impedire ai nostri vertici corrotti di compiacere gli assassini e i guerrafondai dell'alta finanza, per non essere anche in questo caso artefici inconsapevoli di una guerra fratricida". Tra gli artefici più inconsapevoli e colpevoli, la stampa italiana ha conquistato un posto in prima fila. Merito e solidarietà a Marta Grande per aver denunciato nel Parlamento italiano i crimini in atto in Ucraina.

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