Il Nord Europa frena sull'Unione bancaria.
Le dichiarazioni della settimana dei ministri di Germania, Austria e Svezia
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Frenata dei paesi del Nord Europa sull'Unione bancaria.
Ad un incontro informale dei ministri degli esteri dell'Ue di inizio settimana, il ministro tedesco Wolfgang Schäuble, ha dichiarato come per procedere verso l'Unione bancaria sia necessaria una nuova revisione dei trattati sia necessaria per creare un'autorità bancaria unica. “Faremo questo solo su una base legale certa, perché non voglio rischi a Karlsruhe”, ha dichiarato il ministro delle finanze tedesco in riferimento alla Corte costituzionale tedesca.
Mercoledì anche il ministro delle finanze austriaco Maria Fekter ha sostenuto questa iniziativa e dichiarato come il suo paese condividi la volontà di separare completamente la politica monetaria dalla supervisione di un'unione bancaria. Altrimenti, ha aggiunto la Fekter, "la Bce non sarebbe indipendente, ma piuttosto un corpo politico”. Allo stesso tempo, il ministro svedese Anders Borg ha dichiarato che per permettere ai paesi non parte della zona euro di avere lo stesso peso nell'unione bancaria – una precondizione per l'ingresso della Svezia – è necessario un cambiamento del trattato.
Dopo queste prese di posizione dei paesi del nord Europa, che hanno fatto temere un passo indietro verso quanto già accordato su una vigilanza bancaria comune, un portavoce del ministero delle finanze tedesco ha dichiarato giovedì come la Germania “non sta chiedendo un cambiamento in trattato dell'Ue e rigetta categoricamente l'asserzione che sta così frenando sull'unione bancaria”. Secondo quanto riportato in settimana dall'Irish Times, inoltre, fonti di Berlino hanno precisato come il cambiamento del trattato per la creazione dell'Unione bancaria non deve essere vista come una precondizione per permettere la ricapitalizzazione delle banche attraverso i programmi di salvataggio ed i fondi creati all'interno dell'Ue.
Nell'ultimo World Economic Outlook, il Fondo Monetario internazionale ha rivisto ancora una volta al ribasso le previsioni di crescita dell'eurozona ed ha precisato come il completamento dell'unione bancaria, un'azione più incisiva della Banca centrale europea e la creazione delle premesse per un'unione fiscale, siano le tre condizioni necessarie per i paesi europei per riprendere il sentiero della crescita.

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