Il Parlamento della Crimea propone un referendum sul futuro della regione
L'ipotesi della secessione e le minacce di Turchynov al Cremlino
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Il Parlamento della Repubblica autonoma di Crimea ha proposto un referendum per determinare il futuro della regione, nel caos politico apertosi nel paese. “Secondo i principi sottostanti della democrazia, il presidio del parlamento della Crimea che considera la sola possibilità fuori dalla situazione sul terreno stia applicando i principi della regola diretta delle persone”, ha dichiarato Oksana Korniychuk, portavoce del Presidente del Parlamento.
Un gruppo di attivisti filorussi aveva occupato giovedì mattina il Parlamento regionale della Crimea e issato una bandiera russa sul tetto. Il ministro degli interni ad interim del neo governo ucraino, Arsen Avakov, ha annunciato su Facebook che sono state già prese delle misure per impedire “atti estremi e impedire che la situazione possa sfociare in un confronto armato nel centro della città”. La polizia ha stabilito un cordone di sicurezza ai bordi dell'edificio e bloccato la circolazione sulle strade.
Un gruppo di attivisti filorussi aveva occupato giovedì mattina il Parlamento regionale della Crimea e issato una bandiera russa sul tetto. Il ministro degli interni ad interim del neo governo ucraino, Arsen Avakov, ha annunciato su Facebook che sono state già prese delle misure per impedire “atti estremi e impedire che la situazione possa sfociare in un confronto armato nel centro della città”. La polizia ha stabilito un cordone di sicurezza ai bordi dell'edificio e bloccato la circolazione sulle strade.

La polizia ucraina vicino a un manifesto in cui si legge "La Crimea è Russia"
Secondo Sergueï Axionov, leader del partito d'Unità russa, si è trattato di un movimento spontaneo non legato ad azioni politiche pianificate. A mobilitarsi nella regione sono anche i tartari, una minoranza che rappresenta il 12% della popolazione della Crimea, che teme ora che il Parlamento possa approfittare della confusione per indire un referendum d'annessione alla Russia. La scorsa settimana, il presidente del Parlamento regionale, Vladimir Konstantinov, era stato a Mosca, dove aveva dichiarato all'agenzia di stampa russa Interfax come il crollo del potere a Kiev potesse far iniziare la secessione.
Secondo Sergueï Axionov, leader del partito d'Unità russa, si è trattato di un movimento spontaneo non legato ad azioni politiche pianificate. A mobilitarsi nella regione sono anche i tartari, una minoranza che rappresenta il 12% della popolazione della Crimea, che teme ora che il Parlamento possa approfittare della confusione per indire un referendum d'annessione alla Russia. La scorsa settimana, il presidente del Parlamento regionale, Vladimir Konstantinov, era stato a Mosca, dove aveva dichiarato all'agenzia di stampa russa Interfax come il crollo del potere a Kiev potesse far iniziare la secessione.
Il presidente ad interim a Kiev Oleksandr Turchynov ha poi minacciato le forze russe di non lasciare la loro base navale in Crimea, dichiarando come “ogni movimento di truppe, specialmente di truppe fuori dal territorio, sarà considerata un'aggressione militare”. Gli ha risposto il ministro degli esteri russo Lavrov sostenendo come questo “darà adito a una serie di violazioni dei diritti di compatrioti da parte di stati stranieri”. Lo scrive l'agenzia Itar Tass. Interfax riporta, infine, come aerei di combattimento nei confini occidentali russi abbiano avuto l'ordine di prepararsi allo scontro.

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