Il rilancio dell'Unione per il Mediterraneo

Dopo la Primavera Araba, le due sponde ritentano la via della cooperazione

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Il rilancio dell'Unione per il Mediterraneo

di Mara Carro

Il 6 e il 7 aprile, il Presidente del Parlamento europeo e Presidente in carica dell'Assemblea parlamentare dell'Unione per il Mediterraneo, Martin Schulz, ha ricevuto i presidenti dei Parlamenti dei paesi membri dell'Unione per il Mediterraneo (UpM) a Marsiglia, capitale europea della cultura 2013. Per l’Italia era presente la neo Presidente della Camera, Laura Boldrini.
 
L'Unione per il Mediterraneo. L'Unione per il Mediterraneo nasce a Parigi nel luglio 2008 su impulso dell’ex presidente francese Nicolas Sarkozy che propose di rivitalizzare il precedente partenariato euro-mediterraneo (PEM o Processo di Barcellona) che ha fornito un quadro per la cooperazione multilaterale nella regione dal 1995. Il Processo di Barcellona si articolava su tre assi: un partenariato politico e di sicurezza, un partenariato economico e finanziario e un partenariato sociale, culturale e umano. 
La Dichiarazione congiunta firmata dai rappresentanti dei 43 paesi che nel 2008 ha ufficialmente lanciato l’Unione per il Mediterraneo aveva selezionato sei progetti prioritari: il disinquinamento del Mediterraneo, le “autostrade del mare”, un piano solare comune, lo sviluppo di un'università euromediterranea, un programma comune di protezione civile in caso di calamità e un’iniziativa per lo sviluppo imprenditoriale nel Mediterraneo. 
Un'altra innovazione dell'Unione per il Mediterraneo era stata la sua architettura istituzionale : una co-presidenza e un Segretariato congiunto con sede a Barcellona, incaricato di individuare e promuovere progetti, raccogliere fondi, coordinare i partner, migliorare la visibilità dell'Unione per il Mediterraneo e stabilire legami istituzionali.
 
La paralisi dell’UpM. L’iniziale ostilità tedesca, il blocco delle relazioni euro-mediterranee in risposta all'incursione militare nella Striscia di Gaza tra dicembre 2008 e gennaio 2009 (Operazione Piombo Fuso), la crisi dei PIIGS e le rivoluzioni arabe del 2011 hanno impedito la realizzazione  dei grandi progetti previsti nel 2008 dal vertice dell'Unione per il Mediterraneo svoltosi a Parigi.
In particolare, la "Primavera araba" è stata in vista come un'occasione sprecata per l'Unione Europea (Ue) di promuovere la democrazia e la prosperità nei paesi vicini. 
L’Ue, concentrata sulla crisi dell’euro e sulla recessione economica, ha ignorato quello che realmente stava accadendo nei paesi nordafricani. Nel “Power Audit of EU – North Africa relations” pubblicato a fine 2012 dall’European Council on Foreign Relations si sottolinea come l’Ue non possa lasciarsi sfuggire “l’opportunità storica offerta dalla Primavera araba per promuovere i suoi interessi e i suoi valori”. 
Oggi, facendo leva sugli interessi economici comuni, in applicazione del principio del “more for more” – maggiori investimenti a fronte del consolidamento delle riforme democratiche – si tenta di perseguire l’obiettivo finale di portare dei vantaggi nei rapporti economici tra le due sponde del Mediterraneo. 
 
Un nuovo slancio. Il vertice di Marsiglia è stato il primo incontro di alto livello dopo il vertice dei capi di Stato e di governo dell'UpM svoltosi a Parigi nel 2008 e il primo appuntamento politico regionale dopo le rivoluzioni arabe.  
Nel convocare il summit, Schulz aveva sottolineato l’importanza di accelerare la messa in atto dei progetti dell'UpM “in un momento di forti sconvolgimenti politici ed economici regionali”. Il Presidente del Parlamento europeo si era soffermato anche sulla necessità di ripristinare il legame fra i cittadini delle due sponde del Mediterraneo e rispondere alle loro aspettative comuni attraverso “l’azione di parlamenti forti, efficaci e attenti ai cittadini." 
Nel documento finale si parte proprio dalla constatazione del mutato scenario mediterraneo - le sfide della trasformazione democratica nei paesi del sud del Mediterraneo, la crisi economica e finanziaria nei paesi mediterranei dell'Unione Europea, così come i rischi di insicurezza e instabilità nella regione del Sahel-Sahara ma anche tutti gli altri conflitti irrisolti nella regione – per confermare un nuovo e maggiore sostegno politico all’UpM,  al fine di consentirle di concentrarsi sulla sua missione primaria, vale a dire la realizzazione di progetti. Tre i progetti che saranno lanciati nel primo semestre del 2013: Giovani donne come creatrici di occupazione".Governance del Mediterraneo e Attività di Formazione per la Rete Logistica Regionale.
Con un’Europa indebolita dalla crisi economica e Stati come la Tunisia e l’Egitto fiaccati dalla rivoluzione, il futuro dell’Unione per il Mediterraneo resta ancora pieno di ombre. 

Per un approfondimento, si consiglia la lettura di: 

1) Di Nolfo, E., "Il Mediterraneo attuale tra storia e politica"
2) Romeo, G., "Il fronte sud dell'Europa. Prospettive economiche e strategie politiche nel Mediterraneo"
 

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