India: la sfida della povertà con un'economia che cresce sempre meno
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La fine del mese di febbraio, riportano Subir Gokarn e Anu Madgvakar in un articolo per The Project Syndicate, ha visto la pubblicazione di una serie di nuove cifre deludenti sull'economia indiana. Nell'ultimo trimestre del 2013, l'economia indiana è cresciuta, infatti, del 4,7%, il quinto trimestre consecutivo sotto il 5% di crescita.
Rispetto le economie in difficoltà in Europa, il tasso di crescita di India appare positivamente straordinario, certo. Ma il 4,7% è di gran lunga al di sotto del tasso di crescita dell'8% che il governo indiano dice di aver bisogno per combattere le sfide dello sviluppo cronico del paese. Secondo il McKingsey Global Institute, il tasso di povertà, ovvero la cosidetta poverty line, sta diminuendo, non riuscendo però in ogni caso a raggiungere standard di vita per la popolazione dignitosi e decenti.
Le poverty lines non sono misure del tutto affidabili, ma consentono di prevedere e rintracciare tendenze a lungo termine. Secondo i dati elaborati dalla Banca Mondiale e McKinsey, dal 1980 l'India ha fatto uscire 35 milioni di persone dalla povertà estrema. In Cina la cifra è di 678 milioni. Ad oggi però, il tasso di povertà di è ridotto della metà rispetto a 20 anni fa ed ha raggiunto il 22%. Secondo uno studio del McKinsey, sottolineano ancora i due autori, ci sono otto bisogni fondamentali per i cittadini da soddisfare e che chiamano “Empowerment line”: cibo, energia, abitazione, sicurezza sociale, acqua potabile, igiene, sanità e istruzione. Nell’anno passato ben il 56% della popolazione non ha potuto usufruire di questi servizi.
Quale potrebbe essere, dunque, la soluzione per il governo indiano?, si chiedono a conclusione. Il miglioramento dei servizi pubblici, la riforma normativa del lavoro e rafforzare le infrastrutture sono tre cose che la Banca Mondiale ha sempre chiesto, ognuno dei quali è centrale per lo sforzo dell'India per combattere la povertà, promuovere l'occupazione e rilanciare l'industria.
Quale potrebbe essere, dunque, la soluzione per il governo indiano?, si chiedono a conclusione. Il miglioramento dei servizi pubblici, la riforma normativa del lavoro e rafforzare le infrastrutture sono tre cose che la Banca Mondiale ha sempre chiesto, ognuno dei quali è centrale per lo sforzo dell'India per combattere la povertà, promuovere l'occupazione e rilanciare l'industria.

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