India. Ritardi negli aiuti e proteste dopo il ciclone Phailin
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di Matteo Viola
Cresce la rabbia tra i sopravvissuti al ciclone Phailin che quasi una settimana fa ha devastato la costa orientale dell’India. Si sono registrati infatti molti problemi riguardo la consegna degli aiuti per gli abitanti colpiti dal disastro. Al momento il processo appare lento e irregolare, e ciò ha suscitato proteste e saccheggi in molte aree, come riportano alcuni operatori umanitari impegnati nel soccorso. Il ciclone, il più violento registrato nella regione negli ultimi 15 anni, dopo aver inondato grandi appezzamenti di terreni agricoli e aver distrutto migliaia di case e infrastrutture, ha sconvolto la vita di dodici milioni di persone, uccidendone quasi cinquanta.
La maggior parte delle persone colpite dal disastro, come riporta Reuters, sono poveri pescatori e abitanti di comunità agricole che hanno urgente bisogno di beni di prima necessità quali acqua pulita, medicine e coperte. Molti di loro al momento vivono tra le macerie delle loro case.
La maggior parte delle persone colpite dal disastro, come riporta Reuters, sono poveri pescatori e abitanti di comunità agricole che hanno urgente bisogno di beni di prima necessità quali acqua pulita, medicine e coperte. Molti di loro al momento vivono tra le macerie delle loro case.

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