Iran-USA: deterrenza militare e guerra energetica si intrecciano

323
Iran-USA: deterrenza militare e guerra energetica si intrecciano

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) hanno annunciato il lancio della terza ondata dell'operazione Nasr-2, colpendo con missili e droni installazioni militari statunitensi in Bahrein e Kuwait in risposta ai nuovi raid statunitensi contro postazioni costiere iraniane. Secondo Teheran, gli attacchi hanno centrato depositi di armi e componenti navali nella base di Sheikh Isa, in Bahrein, e una piattaforma di lancio per droni MQ-9 presso la base di Ali Al-Salem, in Kuwait. Nel comunicato diffuso dall'IRGC il messaggio è perentorio: finché Washington continuerà le sue operazioni militari nella regione, "non verrà esportata una sola goccia di petrolio o di gas". L'Iran evidenzia inoltre che le azioni statunitensi non faranno altro che ritardare la riapertura dello Stretto di Hormuz, il passaggio marittimo attraverso cui transita una quota decisiva delle esportazioni energetiche mondiali.

L'offensiva arriva dopo una nuova serie di bombardamenti nordamericani contro obiettivi nel sud dell'Iran, tra cui le isole di Qeshm e Kish, in un contesto che Teheran denuncia come una violazione del memorandum d'intesa firmato a giugno con la mediazione del Pakistan. L'accordo prevedeva la cessazione delle ostilità, ma, evidenziano le autorità iraniane, Washington lo ha clamorosamente disatteso proseguendo le operazioni militari e tentando di scortare navi attraverso rotte che la Repubblica islamica considera illegali. Anche sul piano politico interno cresce la pressione per una risposta più dura. Centottanta deputati del Parlamento iraniano hanno chiesto di archiviare l'attuale intesa con gli Stati Uniti e di istituire una commissione speciale per riesaminare i negoziati, oltre a predisporre nuove misure legislative per rafforzare la dottrina difensiva nazionale e regolamentare la gestione dello Stretto di Hormuz.

Parallelamente, i vertici militari ribadiscono che la sovranità iraniana sullo stretto non è negoziabile. Il portavoce dell'Esercito, generale Mohammad Akrami Nia, ha dichiarato che le forze armate "non arretreranno di un solo passo" e che la sicurezza della navigazione potrà essere garantita soltanto nel rispetto dei diritti dell'Iran. Il riferimento alla necessità di vendicare i "martiri" della Repubblica Islamica, tra cui il generale Qassem Soleimani, conferma che la leadership politica e quella militare intendono presentarsi compatte di fronte all'inasprimento dello scontro con Washington. Le scellerate azioni statunitensi hanno determinato che la crisi abbia ormai superato il livello della semplice deterrenza.

Lo Stretto di Hormuz si conferma il principale terreno di confronto strategico: non solo un corridoio energetico cruciale per l'economia mondiale, ma anche il simbolo della volontà di Teheran di impedire che gli Stati Uniti impongano unilateralmente le regole della sicurezza nel Golfo Persico.



LA NOTIZIA CHE HAI LETTO FA PARTE DE "Il MONDO IN 10 NOTIZIE" - LA NEWSLETTER CHE OGNI GIORNO ALLE 7.00 DEL MATTINO ARRIVA NELLE EMAIL DEI NOSTRI ABBONATI. 

SCOPRI COME ABBONARTI A L'ANTIDIPLOMATICO E SOSTENERE LA NOSTRA LUNGA MARCIA

CLICCA QUI

La Redazione de l'AntiDiplomatico

La Redazione de l'AntiDiplomatico

L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa. Per ogni informazione, richiesta, consiglio e critica: info@lantidiplomatico.it

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Porfirio Hernández: un maestro, un amico, un militante di Fabrizio Verde Porfirio Hernández: un maestro, un amico, un militante

Porfirio Hernández: un maestro, un amico, un militante

IL DOCUMENTARIO "SAIF E LA LIBIA" RIPRESO SULLA STAMPA LIBICA  di Michelangelo Severgnini IL DOCUMENTARIO "SAIF E LA LIBIA" RIPRESO SULLA STAMPA LIBICA 

IL DOCUMENTARIO "SAIF E LA LIBIA" RIPRESO SULLA STAMPA LIBICA 

Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre   Una finestra aperta Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre

Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre

Il "dissenso" e le prossime elezioni di Francesco Santoianni Il "dissenso" e le prossime elezioni

Il "dissenso" e le prossime elezioni

250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono di Raffaella Milandri 250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono

250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

CIABATTE E GINOCCHIERE di Alessandro Mariani CIABATTE E GINOCCHIERE

CIABATTE E GINOCCHIERE

L'estate degli italiani tra vacanze e sfruttamento di Giuseppe Giannini L'estate degli italiani tra vacanze e sfruttamento

L'estate degli italiani tra vacanze e sfruttamento

La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia di Antonio Di Siena La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia

La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale di Giorgio Cremaschi Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti