Irlanda: giovedì referendum sul fiscal compact. L'Europa in ansia
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Il primo ministro irlandese Enda Kenny ha lanciato un appello televisivo agli elettori per sostenere, a grande maggioranza, il fiscal compact europeo nel referendum previsto per giovedì 31 maggio. Un respingimento, ha spiegato il premier, invierebbe il segnale che l'Irlanda non è seria nella lotta contro il proprio deficit. "Un forte 'sì' - ha detto Kenny durante l'appello, durato quattro minuti - creerà la certezza e la stabilità di cui il nostro Paese ha bisogno per continuare sulla strada della ripresa economica. Questo trattato non risolverà tutti i nostri problemi, ma è parte della soluzione". I prestiti internazionali all'Irlanda di Fmi e Ue si esauriranno a fine anno e il trattato fiscale specifica che solo i membri che vi hanno aderito possono avere accesso a eventuali futuri altri prestiti. L'Irlanda è l'unico tra i 25 Paesi che hanno firmato il trattato a sottoporre la sua accettazione definitiva a un voto nazionale. "Solo un 'sì' - ha proseguito il premier - darà all'Irlanda un accesso garantito al fondo di salvataggio europeo permanente, lo European Stability Mechanism, dovesse il Paese averne bisogno. Io voglio che la nazione abbia lo stesso accesso di tutti gli altri Paesi a questa polizza assicurativa. È molto importante". "Nelle mie recenti visite in Usa, Cina e altrove - ha aggiunto ancora Kenny - il messaggio forte dei leader politici ed economici è quello di voler avere la certezza che l'Irlanda rimanga nell'eurozona. Un 'sì' darà questa certezza e confermerà agli investitori che l'Irlanda è un posto affidabile, con condizioni stabili". Secondo tre sondaggi pubblicati da diversi quotidiani oggi, il 'sì' dovrebbe vincere.
La campagna di Kenny sembra aver convinto gli elettori irlandesi, anche se un gran numero di loro è rimasto indeciso. Escludendo questi ultimi, un sondaggio per l’edizione irlandese del quotidiano Sunday Times ha rivelato che il 60% degli elettori voterà a favore del trattato. Ma la bassa affluenza alle urne potrebbe portare a una vittoria risicata. "Non c’è alcun entusiasmo per questo trattato. La gente è spaventata", ha detto Sean Donnelly, che ha eseguito, in passato, i sondaggi di opinione per diversi partiti politici. "La crisi è andata avanti per troppo tempo", ha dichiarato. "Ci aspettavamo una ripresa, ormai. I sostenitori del ’SI’ dicono di voler aiutare il recupero, quelli del ’NO’, dicono, invece, che l’austerità non ha funzionato e che è tempo di rifiutarla".

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