Islanda, l'ex primo ministro Haarde sotto processo per la crisi del 2008
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Il processo all'ex primo ministro islandese Geir Haarde è iniziato lunedì a Reykjavik. L'accusa, che aveva fatto scalpore e suscitato l'interesse di tutta la stampa internazionale, è quella di negligenza sulla crisi finanziaria del 2008. Si tratta della prima volta che un capo di Stato viene chiamato a rispondere davanti a un giudice per il suo operato che, almeno secondo l’accusa, avrebbe aggravato la crisi economica del paese. Dal canto suo, Haarde, respinge ogni accusa e definisce tutto il procedimento come “persecuzione politica”. “Non c’è alcuna base per tutte le accuse – dice Haarde -. Ho fatto quello che, in quel momento, era giusto per l’Islanda. Comunque, è la prima volta che ho la possibilità di rispondere a domande riguardanti questo caso”.
Durante la crisi, le tre principali banche del paese erano fallite ed il governo aveva deciso di estinguere arbitrariamente i debiti contratti con investitori stranieri. In particolare, il fallimento di Icesave aveva aperto un contenzioso con il Regno Unito, tutt'ora irrisolto. L'allora primo ministro britannico, Gordon Brown, accusò Haarde di illegali ed inaccettabili comportamenti, dopo che il primo ministro finlandese aveva dichiarato di non poter offrire rimborsi agli investitori inglesi.

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