"La Crimea è parte della Russia", Vladimir Putin
Putin ha chiesto alla Duma di approvare l’annessione della Crimea e della città di Sebastopoli alla Russia
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In un discorso di fronte alle Camere riunite del Parlamento russo, il presidente della Federazione Russa Vladimir Putin ha chiesto ai parlamentari di approvare l’annessione della Crimea e della città di Sebastopoli alla Federazione Russa con lo status di “entità federali”.
Al termine del discorso, il presidente Putin, il primo ministro russo Medvedev e i leader della delegazione della Crimea presenti - il capo del governo della Crimea, Sergei Aksyonov e il sindaco di Sebastopoli, Alexei Chaliy - hanno firmato due progetti di legge per rendere la Crimea parte della Russia. Le due leggi dovranno essere approvate dalla Corte Costituzionale russa e ratificate da entrambe le camere della Duma.
Durante il suo discorso, Putin ha richiamato l'importanza storica della Crimea per la Russia, sottolineando la “terribile ingiustizia storica” della cessione della penisola all’Ucraina, decisa nel 1956 da Nikita Krushev. Il presidente russo ha assicurato la protezione delle minoranze che vivono in Crimea, garantendo la tutela di tre lingue ufficiali – russo, ucraino e tataro della Crimea. Il messaggio era indirizzato principalmente alla minoranza tatara, perseguitata e deportata durante l'era di Stalin.
Il presidente russo ha poi attaccato duramente l'Occidente, reo di aver superato la linea rossa in Ucraina, di non aver ha considerato “gli interessi nazionali russi" e di aver favorito l'ascesa a Kiev di “antisemiti, russofobi”. Putin ha proseguito sostenendo che l'Occidente - che invoca il rispetto del diritto internazionle - è il primo a non rispettarlo, predilegendo il diritto della forza. "Credono nella loro eccezionalità, di essere autorizzati a decidere il destino del mondo, di avere sempre ragione"
In un passaggio significativo, Putin ha ringraziato Cina e India per la posizione assunta nei confronti della crisi ucraina.

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