La Crimea dichiara l'indipendenza
Per Yanukovich, l'Ucraina "è in mano a una banda di ultranazionalisti e neofascisti"
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Il presidente ucraino deposto, Viktor Yanukovich, ha tenuto una seconda conferenza stampa in Russia, a Rostov sul Don. Yanukovich ha letto una dichiarazione senza concedere domande.
Yanukovich ha rivendicato di essere ancora «il legittimo presidente dell'Ucraina e il capo delle Forze Armate», ha aggiunto che le elezioni presidenziali ucraine previste per il 25 maggio sono "assolutamente illegittime e illegali", e ha insistito sul fatto che l'Ucraina «è in mano a una banda di "ultranazionalisti e neofascisti" che vogliono scatenare «una guerra civile».
Il presidente deposto ha condannato le azioni delle nuove autorità di Kiev che “hanno portato alla situazione in cui la Crimea si sta staccando” e ha ammonito i “protettori occidentali di queste forze oscure” a non dimenticare “cos’è il fascismo”.
Questa mattina il Parlamento della Crimea ha votato per l’indipendenza dall’Ucraina, approvando una "dichiarazione di indipendenza della repubblica autonoma di Crimea e la città di Sebastopoli" con 78 voti a favore su 81. La decisione del parlamento sembra avere l'obiettivo di creare un quadro giuridico per l'adesione alla Russia come Stato sovrano. Le nazioni occidentali hanno detto che non riconosceranno il voto come legittimo. Ma la mossa potrebbe essere utilizzata come un tentativo di allentare le tensioni: la Crimea quale Stato sovrano indipendente autoproclamato senza che la Russia si muova rapidamente per incorporarlo nel proprio territorio.
In una dichiarazione rilasciata dal servizio stampa del Parlamento, si richiama la separazione del Kosovo dalla Serbia, aggiungendo che "la dichiarazione unilaterale di indipendenza di una parte di uno Stato non viola le leggi internazionali". Il documento precisa che la Crimea diventerà uno Stato indipendente se i residenti voteranno, nel referendum che si terrà domenica 16 marzo, a favore dell'annessione alla Russia.

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