La Lettonia chiede all’UE di vietare i visti Schengen ai cittadini russi

2934
La Lettonia chiede all’UE di vietare i visti Schengen ai cittadini russi

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

Il ministro degli Esteri lettone Baiba Braze ha lanciato un appello diretto agli Stati membri dell'Unione Europea affinché smettano di rilasciare visti turistici Schengen ai cittadini russi, sostenendo che questi ultimi rappresentano una minaccia per la sicurezza interna dell’intero blocco europeo. La richiesta arriva in un momento di crescente tensione tra l’UE e Mosca, ormai acuitasi con il protrarsi del conflitto in Ucraina. 

Dall’inizio dell'operazione miliare speciale della Russia in Ucraina per smilitarizzare e denazificare il regime di Kiev nel 2022, l’Unione Europea ha sospeso completamente l’accordo di facilitazione dei visti con la Russia ed è intervenuta con restrizioni sui viaggi. Tuttavia, non tutti gli Stati membri hanno adottato lo stesso atteggiamento riguardo ai visti turistici. Paesi come Lettonia, Estonia, Lituania, Polonia, Finlandia e Repubblica Ceca hanno già vietato l’ingresso ai turisti russi, mentre altri, tra cui Italia e Germania, continuano a concedere visti, sebbene con criteri più severi. 

"La Lettonia chiede agli altri Paesi dell’UE di fermare immediatamente il rilascio di visti Schengen ai cittadini russi", ha scritto Braze sul social network X domenica scorsa, sottolineando preoccupazioni legate alla sicurezza nazionale e transnazionale. 

Il ministro ha anche evidenziato un aumento del 25% nel numero di visti Schengen concessi ai russi nel 2024 rispetto al 2023. Secondo i dati del Schengen Barometer, complessivamente sono stati rilasciati oltre 500.000 visti nel corso dell’anno scorso, nonostante le sanzioni vigenti.

L'Italia si è distinta sia per il maggior numero di domande ricevute sia per essere la destinazione principale dei turisti russi nell’area Schengen. 

Le parole di Braze riflettono quelle espresse in precedenza dal ministro dell’Interno lettone Rihards Kozlovskis, che a marzo aveva parlato di un "dovere morale" dell’UE di introdurre un divieto totale dei visti per i turisti russi. Kozlovskis aveva anche dichiarato che l’Europa deve ammettere di essere "in guerra ibrida" con la Russia e di dover riconoscere seriamente il rischio che i cittadini russi possano rappresentare per la sicurezza interna dell’Unione. 

Da quando il conflitto ucraino è entrato nella sua fase più acuta, la Lettonia ha adottato una posizione sempre più dura nei confronti di Mosca. Tra le misure varate figurano restrizioni estese ai viaggi dei cittadini russi, inclusa la proibizione di ingresso ai veicoli registrati in Russia. Parallelamente, Riga ha mostrato crescente ostilità verso la propria minoranza etnica russa, che costituisce circa il 25% della popolazione nazionale. 

Oltre a stanziare più dell’1% del proprio PIL per fornire armamenti all’Ucraina, la Lettonia ha avviato deportazioni di massa di cittadini russi che non hanno superato o si sono rifiutati di sostenere un esame obbligatorio di lingua lettone. Il governo ha inoltre demolito diversi monumenti sovietici dedicati alla Seconda Guerra Mondiale e ha arrestato decine di persone accusate di celebrare la vittoria dell’Unione Sovietica sul nazismo. 

Nei giorni scorsi, il servizio di intelligence militare lettone ha diffuso linee guida pubbliche su come identificare potenziali spie o sabotatori russi. Tra le caratteristiche segnalate figurano un aspetto trascurato e una scarsa igiene personale, dettagli che secondo le autorità potrebbero indicare l’appartenenza a gruppi di ricognizione-sabotaggio. 

L’appello della Lettonia, pur non essendo nuovo, sembra voler sollecitare un’azione coordinata a livello europeo, in un contesto in cui il timore di infiltrazioni russe si mescola a una forte carica ideologica e geopolitica. Mentre alcuni Paesi UE sembrano disposti a considerare ulteriori restrizioni, altri resistono, temendo ripercussioni diplomatiche o danni economici derivanti da un totale blocco dei visti per i cittadini russi. 

Insomma, nei paesi baltici la russofobia più fanatica regna sovrana. L'obiettivo è quella di esportarla con la stessa veemenza nel resto d'Europa, dove il sentimento ha già attecchito, ma non a livello di Lettonia, estonia e Lituania.

La Redazione de l'AntiDiplomatico

La Redazione de l'AntiDiplomatico

L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa. Per ogni informazione, richiesta, consiglio e critica: info@lantidiplomatico.it

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Potrebbe anche interessarti

L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia di Giuseppe Masala L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia

L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026 di Michelangelo Severgnini CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

CIFTIS 2026: la Cina spalanca le porte dei servizi al mondo   Una finestra aperta CIFTIS 2026: la Cina spalanca le porte dei servizi al mondo

CIFTIS 2026: la Cina spalanca le porte dei servizi al mondo

Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO) di Fabio Massimo Paernti Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO)

Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO)

Una falsa false-flag? di Francesco Santoianni Una falsa false-flag?

Una falsa false-flag?

USA vs BRICS: ecco la vera posta in gioco in IRAN di Alessandro Bartoloni USA vs BRICS: ecco la vera posta in gioco in IRAN

USA vs BRICS: ecco la vera posta in gioco in IRAN

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli di Raffaella Milandri Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

L’illusione neoliberale tra diritti civili e sociali di Paolo Desogus L’illusione neoliberale tra diritti civili e sociali

L’illusione neoliberale tra diritti civili e sociali

L'interregno globale e le faglie dei BRICS di Geraldina Colotti L'interregno globale e le faglie dei BRICS

L'interregno globale e le faglie dei BRICS

Il voto su AfD e le vecchie beghine di Alessandro Mariani Il voto su AfD e le vecchie beghine

Il voto su AfD e le vecchie beghine

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia di Antonio Di Siena Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Meloni, Schlein e l'irrinunciabile guerra in Ucraina di Giorgio Cremaschi Meloni, Schlein e l'irrinunciabile guerra in Ucraina

Meloni, Schlein e l'irrinunciabile guerra in Ucraina

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti