La Merkel non convince la Grecia

Nella sua prima visita ad Atene dall'inizio della crisi del paese, la cancelliera tedesca non ha attirato simpatie al programma di austerità

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“Sono qui come alleata e amica. Non sono una maestra di scuola e non sono qui per dare voti, ma per sostenere un programma molto difficile. Non bastano le misure di austerità prese sinora, bisogna lavorare anche per lo sviluppo. Vogliamo che la Grecia resti nell’Euro, ma dovete fare la vostra parte. So che molto è stato fatto, vi assicuro che le riforme pagheranno. Io vorrei aumentare gli aiuti perché i requisiti ci sono, ma dobbiamo aspettare la relazione della Troika”. Dopo che il premier Samaras la scorsa settimana aveva dichiarato che il Paese a novembre finirà i soldi ed è a rischio di una nuova Weimar, il cancelliere tedesca Angela Merkel si è precipitato ad Atene. Nella visita di ieri - la prima dall'inizio della crisi finanziaria del paese – la Merkel non è riuscita, tuttavia, a convincere il popolo greco della bontà del programma di risanamento voluto dall'Unione Europea per Atene. Numerosi gli scontri e le manifestazioni di protesta contro il convoglio del leader tedesco che ha visto il premier Smaras, il presidente Papoulias ed ha presenziato un incontro tra imprenditori greci e tedeschi. Il leader della sinistra estrema, Tspiras ha sostenuto che la "Merkel è venuta in Grecia soltanto per sostenere un governo che sta per crollare ed il Memorandum catastrofico con le nuove misure di austerità per 13,5 miliardi di euro che, se saranno attuate, sprofonderanno ancora di più la Grecia nella crisi e destabilizzeranno ancora di più l'Europa.
Proprio oggi è arrivata, inoltre, la notizia di un nuovo sciopero proclamato per il prossimo 18 ottobre, in coincidenza con il summit dell'Unione Europea, uno sciopero generale di 24 ore contro le nuove misure di austerità imposte dalla troika. I sindacati Gsee e Adedy vogliono che il Governo faccia marcia indietro rispetto agli impegni presi con l'Unione europea ed il Fondo Monetario. Il governo di Atene è chiamato ad una corsa contro il tempo in quanto entro i prossimi otto giorni, e comunque prima del Vertice europeo del 18 ottobre, dovra' finalizzare il pacchetto dei tagli al bilancio per 13,5 miliardi di euro per il biennio 2013-2014 richiesti dalla troika (Fmi, Ue e Bce) e mettere in atto le riforme strutturali previste dal Memorandum, condizione indispensabile per ottenere la nuova tranche di aiuti. Si tratta, secondo la troika, di 89 impegni, tra i quali liberalizzazione delle professioni chiuse, modifiche ai contratti di lavoro, tagli alla sanità ed altri - assunti dal governo ellenico con la firma del memorandum e che finora non sono stati messi in atto. 

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