La posizione russa dopo la destituzione di Yanukovich in Ucraina
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Per la prima volta dalla destituzione del presidente ucraino, Viktor Yanukovich - che ora è oggetto di un mandato d'arresto per "omicidio di massa" di civili - la Russia si è espressa sul rovesciamento del potere in Ucraina. In una serie di aspre critiche, il Cremlino ha condannato l'atteggiamento delle nuove autorità di Kiev e l'atteggiamento dei paesi occidentali.
Il primo ministro russo, Dmitry Medvedev, non ha fatto segreto su cosa pensasse delle nuove autorità ucraine e ha escluso di riconoscerne la legittimità.
Mosca è tornata poi sull'accordo per porre fine alla crisi firmato da Viktor Yanukovich e dall'opposizione dietro mediazione europea dicendo che è servito solo come pretesto per un colpo di stato e ha accusato l'Occidente di impegnarsi in "calcoli geopolitici unilaterali" per aumentare la sua influenza.
I russi hanno criticato in particolare il sostegno dell'Europa e degli Stati Uniti alla decisione di tenere elezioni presidenziali a maggio e ha chiesto che le modifiche costituzionali approvate nei giorni scorsi dal Parlamento, che dovrebbero essere approvate da Yanukovich per essere legali, siano sottoposte a referendum.
Segno che la crisi ha preso rapidamente una svolta economica, il Ministro dell'economia russa, Alexei Oulioukaev ha minacciato l'Ucraina di aumentare le sue tariffe sulle importazioni in caso di avvicinamento di Kiev all'UE .

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