La prossima Cipro
Come l'Unione Europea interverrà per il salvataggio della Slovenia
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di Alessandro Bianchi
Sul Financial Times di oggi, Peter Spiegel scrive come la Commissione europea stia per prendere una serie di misure punitive contro la Slovenia, dato che Lubiana, a causa della controversia tra il ministero dell'economia e la Banca centrale, ritarda nelle riforme del settore bancario richieste. Prendendo a riferimento un interessante studio del blog Open europe dell'11 aprile scorso, che analizza la situazione economica della Slovenia in confronto a quella di Cipro - l'ultimo paese sottoposto a salvataggio da parte dell'Unione Europea - si cercherà di fornire alcuni strumenti per comprendere quali possano essere le prossime mosse della zona euro verso Lubiana.
Sul Financial Times di oggi, Peter Spiegel scrive come la Commissione europea stia per prendere una serie di misure punitive contro la Slovenia, dato che Lubiana, a causa della controversia tra il ministero dell'economia e la Banca centrale, ritarda nelle riforme del settore bancario richieste. Prendendo a riferimento un interessante studio del blog Open europe dell'11 aprile scorso, che analizza la situazione economica della Slovenia in confronto a quella di Cipro - l'ultimo paese sottoposto a salvataggio da parte dell'Unione Europea - si cercherà di fornire alcuni strumenti per comprendere quali possano essere le prossime mosse della zona euro verso Lubiana.
Un problema di governance? Secondo fonti dell'Ue, riporta oggi il Financial Times, la Commissione sarebbe sempre più preoccupata della situazione interna di Lubiana, soprattutto in relazione alla mancata cooperazione tra il ministero delle finanze sloveno e la Banca centrale, responsabile supervisore del settore finanziario. Secondo queste fonti, la Banca centrale sarebbe ostruita nella sua azione da parte del governo nei suoi sforzi di riforma in linea con le direttive dell'Ue. La situazione potrebbe divenire particolarmente problematica dato che le tre principali banche slovene, che attendono tutte un pacchetto di salvataggio, sono di proprietà dello stato ed una cooperazione tra i due poteri è necessaria per un'azione efficace di monitoraggio.
Il ministero delle finanze sloveno ha recentemente sottolineato come il governo sia conscio dei suoi obblighi con la Commissione europea, ma non crede che siano necessari altre misure aggiuntive da Bruxelles.
La prossima Cipro? Come in Spagna, la Slovenia ha esperimentato un significativo boom del settore finanziario, guidato da tassi di interessi particolarmente bassi dopo l'ingresso nell'euro ed un eccessivo afflusso di capitali stranieri. Questo ha lasciato le banche maggiormente esposte a cattivi prestiti ad un bisogno di una ricapitalizzazione da parte del governo.
Dopo il pacchetto di salvataggio dello scorso mese applicato a Cipro, la Slovenia è emersa come il candidato più probabile per il prossimo salvataggio dell'eurozona per la sua fragilità cronica del settore bancario e le difficoltà del governo nell'ottenere nuovi fondi sul mercato azionario. La maggiore banca slovena è ad un passo dal fallimento ed una grave recessione ha esasperato le perdite.
La scorsa settimana il governo è stato in grado di immettere con successo sul mercato 3,5 miliardi di euro in titoli del debito pubblico, ma ad un livello di tassi d'interesse tra i più alti dell'euro-zona. Secondo fonti della Commissione europea, per questo, l'auction ha portato un po' di respiro, ma il governo non deve compiacersi per questo risultato che resta marginale rispetto alle sfide che deve affrontare il paese.
Le possibilità studiate dall'Eurogruppo. Le opzioni discusse nell'ultimo summit dell'eurozona non includevano un salvataggio pieno, ma si sono focalizzati sui nuovi poteri conferiti alla commissione per costringere i paesi in crisi ad intavolare riforme. Una delle opzioni percorribile a disposizione della Commissione sarebbe quella di multare la Slovenia per gli eccessivi squilibri economici, come deterrente per costringere Lubiana a percorrere la riforma del settore bancario. Un'opzione sostenuta dalla Banca centrale europea.
Il problema è che la Commissione deve prima affrontare la questione spagnola, con Madrid che è stata già richiamata attraverso la procedura “dello squilibrio eccessivo”: una multa alla Spagna però potrebbe generare un panico nei mercati finanziari. Al momento quindi quest'opzione per Lubiana non viene considerata percorribile se non in seguito a quella poco probabile contro la Spagna.
Un'altra opzione presa in considerazione nell'ultimo Eurogruppo è di imporre a Lubiana un monitoraggio intensivo dell'Unione Europea. Monitoraggio che darebbe a Bruxelles maggiore potere per controllare la situazione delle banche in difficoltà nel paese. Ufficiali della Bce stanno anche richiedendo una linea di credito dall'euro zona per un totale di 500 miliardi per rassicurare i mercati finanziari che la Slovenia ha tutte le risorse necessarie in caso di emergenza.
Verrà salvata anche la Slovenia?. Secondo lo studio Who’s next in line in the eurozone crisis? Portugal and Slovenia are the prime candidates del blog Open Europe, la Slovenia non potrà non chiedere l'assistenza dell'UE. Non nella forma del pacchetto standard di salvataggio, dato che i problemi sono principalmente delle banche, ma l'assistenza avverrà probabilmente attraverso un prestito focalizzato nel settore finanziario, dopo che i creditori siano forzati a rinegoziare i loro titoli. Al contrario di Cipro, tuttavia, sarà necessario estendere una garanzia anche peri i depositi superiori ai 100 mila euro e sarà possibile farlo dato che, al contrario del sistema finanziario di Nicosia che era otto volte il Pil nazionale, quello sloveno (2.4 miliardi di euro) è circa il 37% del Pil.
Come nel caso dell'azione europea in Spagna, anche in Slovenia, conclude lo studio, il ruolo chiave del pacchetto verterà sulla costruzione di una ‘bad bank’: alla fine del 2012, il governo sloveno l'ha già costituita, la Bank Asset Management Corporation (BAMC), che ha assorbito 4 miliardi di euro di azioni non preformanti dalle banche slovene in cambio di titoli garantiti del governo. Questo è un passo positivo, ma come ha notato l'Ocse, la sua mole dovrà essere a breve allargata ed è in questa nuova iniezione di liquidità che verterà principalmente l'intervento dell'Ue.

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