La proxy war tra Arabia Saudita e Iran in Siria

I colloqui di pace sulla Siria non avranno successo senza un compromesso tra le due potenze

2402
La proxy war tra Arabia Saudita e Iran in Siria

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

 
Dopo la decisione di Stati Uniti e Gran Bretagna di sospendere tutti gli aiuti non letali ai ribelli nel nord della Siria, la strategia occidentale verso il paese è a brandelli. Washington e Londra sono stati costretti ad agire dopo che le forze del Fronte islamico hanno sequestrato basi e magazzini appartenenti al Supremo Consiglio Militare (SCM) filo-occidentale.
 
Questa sconfitta, definita "umiliante" da Fawaz Gerges sul Guardian, mostra l'ascesa dei ribelli islamici, molti dei quali si oppongono al dialogo politico con il regime del presidente Bashar al-Assad e chiedono la creazione di uno Stato basato sulla legge coranica. Essa dimostra anche il quasi collasso del Free Syran Army, nel quale l'occidente confidava per unificare i ribelli, condurre la campagna per rovesciare prima Assad e poi al-Qaida. Molti dei gruppi armati, tra cui il potente Fronte islamico, non riconoscono la Coalizione Nazionale Siriana come rappresentante legittima dell'opposizione e mettono in guardia dalla partecipazione alla conferenza di pace del mese prossimo a Ginevra.
 
Lo scontro tra le varie fazioni ribelli, prosegue Gerges nella sua analisi, ha oscurato la lotta più grande contro Assad, consentendo alle sue forze di prendere il sopravvento e avanzare a Homs, Damasco e persino nella roccaforte ribelle di Aleppo. Incoraggiato da Iran e Russia, Assad ha più volte ricordato all'opposizione che non andrà a Ginevra per consegnare il potere a un governo di transizione.
 
La scorsa settimana, il segretario alla difesa degli Stati Uniti, Chuck Hagel, ha ammesso che l'approccio di Washington alla Siria è allo sbando. Anche il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, ha invitato i ribelli a "evitare discordia e unirsi”, riflettendo l'ansia di Mosca che una frammentazione dell'opposizione non fa ben sperare per i colloqui di pace.
 
Dopo quasi tre anni di guerriglia urbana, spiega il professore della London School of Economics, la rivolta è mutata e ha prodotto conseguenze non intenzionali. E 'stata dirottata da estremisti religiosi, signori della guerra criminali e rivalità regionali. Le speranze iniziali di milioni di siriani di un governo aperto, inclusivo e pluralista post-Assad sono ora sepolti nei campi di sterminio del paese.
 
Fin dall'inizio, le probabilità erano contro il successo dell'opposizione nazionalista, troppo dipendenti dal sostegno militare e finanziario delle potenze regionali e quindi vulnerabile alla manipolazione esterna.
 
Accanto a questo, i protagonismi della prima ora dell'amministrazione Obama – che insisteva sul fatto che Assad doveva dimettersi e che i suoi giorni erano contati - non sono stati accompagnati da una pianificazione strategica credibile o una valutazione accurata delle condizioni sul campo. Gran Bretagna e Francia hanno ripetuto la linea degli Stati Uniti, senza prepararsi al fatto che la Siria potrebbe implodere e scatenare una crisi umanitaria catastrofica e una guerra regionale.
 
La Siria è ora principalmente un campo di battaglia dove l'Arabia Saudita e l'Iran stanno conducendo una guerra per procura, con ripercussioni settarie devastanti. I colloqui di pace possono essere anche convocati, per non produrre risultati , senza un patto implicita tra le due potenze in guerra nel Golfo. Mentre l'Arabia Saudita esercita una notevole influenza sui ribelli islamici, l'Iran è cruciale per la sopravvivenza di Assad. 
Entrambi hanno molto da guadagnare dall’impedire l'implosione della Siria. Sotto il suo nuovo presidente, l'Iran potrebbe essere disposto a tagliare il cordone ombelicale con Assad, che è diventato una grande responsabilità per Teheran nel mondo arabo. Allo stesso modo, se l'Arabia Saudita usasse la sua influenza, si potrebbe evitare che i ribelli islamici minaccino i vicini della Siria per gli anni a venire. Si tratta di un compito arduo, ma la posta in gioco per il popolo siriano e della comunità internazionale sono enormi.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri di Fabio Massimo Paernti Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

L'esito catastrofico del vertice di Pechino di Giuseppe Masala L'esito catastrofico del vertice di Pechino

L'esito catastrofico del vertice di Pechino

Come truffare un Napoletano “esperto in Fake News”? di Francesco Santoianni Come truffare un Napoletano “esperto in Fake News”?

Come truffare un Napoletano “esperto in Fake News”?

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Il paravento perfetto per gli ipocriti dell'UE di Paolo Desogus Il paravento perfetto per gli ipocriti dell'UE

Il paravento perfetto per gli ipocriti dell'UE

Il mondo pazzo (e marcio) dell’informazione di Alessandro Mariani Il mondo pazzo (e marcio) dell’informazione

Il mondo pazzo (e marcio) dell’informazione

La risposta di Lavrov alle minacce di Lituania e NATO di Marinella Mondaini La risposta di Lavrov alle minacce di Lituania e NATO

La risposta di Lavrov alle minacce di Lituania e NATO

La violenza sistemica di Israele di Giuseppe Giannini La violenza sistemica di Israele

La violenza sistemica di Israele

L'UE e la sinistra di Antonio Di Siena L'UE e la sinistra

L'UE e la sinistra

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti