La responsabilità di proteggere e l'Ue

Come mettere in pratica l'impegno a prevenire le gravi violazioni dei diritti umani

2613
La responsabilità di proteggere e l'Ue

di Mara Carro

I recenti sviluppi in Siria e nella Repubblica Democratica del Congo hanno evidenziato la necessità per l’Unione europea (Ue) di prevenire e rispondere alle gravi violazioni del diritto internazionale.
Il 6 marzo, un gruppo di esperti, incaricati nel gennaio 2012 dal Centro di Budapest per la Prevenzione Internazionale del genocidio e delle atrocità di massa di indagare sul ruolo dell'Ue nella prevenzione delle atrocità di massa, ha rilasciato un documento -  The EU and the Prevention of Mass Atrocities – An Assessment of Strengths - che si propone di valutare le attuali capacità dell’'Ue di tradurre in pratica il suo impegno generale alla responsibility to protect e rendere la prevenzione dei genocidi e delle gravi violazioni del diritto internazionale umanitario e dei diritti umani una priorità della sua politica estera. 
 
Cosa sono le atrocità di massa. Le atrocità di massa – le più gravi violazioni dei diritti umani – comportano episodi di violenza estrema – come omicidi, stupri e mutilazioni - inflitti da attori statali o non-statali a specifici gruppi di persone che condividono vari tipi di caratteristiche e sono etichettati come genocidio, classicidio, politicidio o crimini contro l’umanità. Queste gravi violazioni di massa comprendono elementi dei tre principali crimini internazionali: genocidio, crimini di guerra e crimini contro l'umanità.
 
Il rapporto degli esperti. Il rapporto rivela che la prevenzione delle atrocità di massa – che risponde sì ad un dovere morale e legale dell’Ue, ma anche ad un suo specifico interesse in termini di sicurezza - è raramente menzionato nei documenti di base dell'Unione europea, nonostante il suo impegno a proteggere le popolazioni dal genocidio, dai crimini di guerra, dai crimini contro l'umanità e dalla pulizia etnica, così come il suo impegno nella promozione dei diritti umani. In un momento in cui l'Europa è destinata a cedere il passo nei confronti di altri poteri economicamente e militarmente più forti, questa credibilità è una risorsa importante che però può essere facilmente danneggiata.
Il documento sottolinea poi come le politiche di gestione delle crisi dell'Ue non si concentrino sufficientemente sulle atrocità di massa, sebbene questi crimini minaccino il raggiungimento degli obiettivi fondamentali dell'Ue.
Christoph Meyer, co-presidente del gruppo di esperti evidenzia come la raccolta di informazioni da parte dell’ampia rete di strutture di cui dispone il Servizio per l'azione esterna dell'UE non prenda sistematicamente in considerazione la possibilità che questo tipo di reati possa avvenire. L'Unione europea ha la competenza, le capacità e le risorse per ridurre i rischi che si verifichino atrocità di massa. Per fare questo l'UE ha bisogno di smettere di dare priorità alle crisi in corso e  migliorare la sua capacità di agire prima che la violenza inizi. Ciò significa non solo prevenzione a lungo termine, ma soprattutto prestare attenzione agli avvertimenti, in particolare quando questi avvertimenti sono politicamente scomodi. 
Il gruppo di esperti ha chiesto all'UE  di assumersi un esplicito impegno nel prevenire le atrocità di massa e a tradurlo in legislazione nel prossimo aggiornamento della Strategia di sicurezza interna, nonché nelle strategie esistenti in tema di diritti umani e prevenzione dei conflitti. Secondo il rapporto, la prevenzione delle atrocità di massa dovrebbe essere incorporato in tutte le attività pertinenti dell'Unione europea, tra cui le politiche commerciali e di sviluppo, attraverso la valutazione sistematica dei fattori di rischio. La prevenzione di questo tipo di reati nei dialoghi dell'Ue con i paesi terzi che sono particolarmente a rischio dovrebbe essere un punto sempre all'ordine del giorno.  
Nel terzo capitolo del documento, il gruppo di esperti analizza il caso in cui la prevenzione non riesce e diviene necessario far ricorso a misure coercitive – diplomatiche, economiche, legali e infine militari - per proteggere i civili dalle atrocità di massa. Le operazioni dirette sono l’ultima opzione a cui fare ricorso in caso di atrocità di massa.    
Attualmente, né l'Ue né gli Stati membri hanno la forza militare necessaria per lanciare e condurre, in modo efficace, operazioni militari in risposta alle atrocità di massa. Il successo di tali operazioni aumenta se sono percepite – sia internazionalmente che dalla popolazione interessata – come legali e legittime.
 
Le raccomandazioni. La relazione contiene sei raccomandazioni su come l'Ue potrebbe migliorare il suo approccio alla prevenzione delle atrocità di massa in futuro. 
1. L'Ue dovrebbe impegnarsi esplicitamente nel prevenire le atrocità di massa inserendo questo impegno nel quadro normativo europeo;
2. L'Ue dovrebbe coltivare expertise nelle fasi di allarme e prevenzione delle atrocità di massa per concentrare le risorse e l'attenzione politica sui paesi e le regioni dove i rischi sono maggiori;
3. La capacità dell'UE di individuare tempestivamente situazioni di rischio dovrebbe essere rafforzata;  
4. L'Ue dovrebbe assumere il rispetto dei diritti umani come una delle clausole imprescindibili nelle sue relazioni con i paesi terzi, soprattutto dove vi è il rischio che possano essere commesse atrocità di massa;
5. La capacità dell'Ue di reagire rapidamente alle atrocità di massa dovrebbe essere migliorata;   
6. L'Ue dovrebbe cooperare più strettamente con gli altri attori – sia locali che internazionali e regionali, come la Nato, l'Unione africana e le Nazioni Unite - per prevenire le atrocità di massa.  

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

Sui fatti di Torino Sui fatti di Torino

Sui fatti di Torino

Epstein e la nuova massoneria - Loretta Napoleoni di Loretta Napoleoni Epstein e la nuova massoneria - Loretta Napoleoni

Epstein e la nuova massoneria - Loretta Napoleoni

La spada di Damocle nucleare pende sull'Europa di Giuseppe Masala La spada di Damocle nucleare pende sull'Europa

La spada di Damocle nucleare pende sull'Europa

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Olimpiadi: meglio Petrecca! di Alessandro Mariani Olimpiadi: meglio Petrecca!

Olimpiadi: meglio Petrecca!

Quando le parole colpiscono più dei missili di Marco Bonsanto Quando le parole colpiscono più dei missili

Quando le parole colpiscono più dei missili

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino di Paolo Pioppi Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti