La stella dell'America Latina

L'incredibile ascesa economica del Perù ed il futuro delle relazioni con Washington

4811
La stella dell'America Latina

di Alessandro Bianchi

Nell'analisi di questa settimana, l'Economist sottolinea come il quartiere La Vittoria di Lima sia il miglior esempio possibile per comprendere il cambiamento in atto in Perù: da feudo della criminalità organizzata fino a pochi anni fa, La Vittoria è oggi un insieme di vie ricche di negozi e con 15 mila diversi imprese presenti.
Con una crescita media del 7% negli ultimi otto anni, il Perù è divenuto un modello di sviluppo per diversi paesi in via di sviluppo. Alcuni limiti strutturali ancora presenti nei fondamentali dell'economia, tuttavia, rischiano di minare gli straordinari risultati ottenuti nell'ultimo decennio.
 
La stella in ascesa dell'America Latina. Dal 2000, l'economia interna del Perù è entrata in un circolo virtuoso economico: con gli investimenti diretti esteri in crescita esponenziale nel settore minerario, di idrocarburi ed in nuovi progetti d'infrastrutture, il boom delle esportazioni delle commodity ha permesso al governo di avere un extra budget di rendite da investire in investimenti pubblici che hanno fatto decollare il mercato interno dei consumi. Il risultato è stato straordinario, con una crescit media del 7% negli ultimi otto anni – ad un ritmo superiore ad ogni altro paese del Sud America, all'eccezione del caso particolare di Panama. 
Per il futuro, inoltre, gli economisti, le imprese locali e gli investitori internazionali continuano a scommettere su un tasso di crescita tra il 7-9% per il 2013 ed a valori similari nei prossimi anni. Il governo di Lima ha recentemente stanziato, inoltre, ingenti fondi per lo sviluppo di quattro nuovi progetti minerari, che raddoppierà la produzione di rame nel paese in cinque anni.
 
I rischi sistemici per il futuro. L'avanzata economica del Perù nell'ultimo decennio deve ancora superare, tuttavia, alcuni ostacoli, per impedire che i frutti della crescita economica recente possano svanire.
La prima preoccupazione, sottolineata da diversi economisti, riguarda l'apprezzamento recente del sol rispetto al dollaro. Con le importazioni che sono aumentati del 25% nel 2012  e con il deficit della bilancia commerciale in passivo del 4%, rispetto al 2% del 2011, la moneta locale sta subendo spinte al rialzo sempre maggiori, compromettendo la competitività delle imprese locale ed i margini di profitto per contadini ed imprese manifatturiere. Secondo i dati rilasciati dal governo peruviano, l'apprezzamento del sol rispetto al dollaro continuerà a registrarsi anche nel 2013, ma, a differenza dell'impostazione del ministro delle finanze brasiliano Mantegna, che ha più volte evocato la “guerra tra valute” per accusare direttamente le politiche economiche scorrette di Washington, Lima ha sottolineato come questo sia un elemento fisiologico della crescita esponenziale in atto nel paese. Il ministro dell'economia peruviana Luis Miguel Castilla, tuttavia, ha recentemente espresso la sua preoccupazione sul livello attuale del tasso di cambio, sottolineando come questo possa compromettere i risultati ottenuti dal paese fino ad oggi. Da metà gennaio, inoltre, la Banca centrale peruviana ha iniziato ad intervenire in modo ingente sul mercato valutario, acquisendo circa 800 milioni di sol in meno di una settimana, nel tentativo di alleviare le spinte al rialzo della moneta locale. Con un'operazione che di fatto inserisce Lima in quella “guerra tra valute” delineata da Mantegna.  
La seconda grande preoccupazione per il futuro dell'economia peruviana riguarda il boom di credito ed immobiliare in atto nel paese. Con il prezzo per metro quadro che è più che raddoppiato dal 2007 ad oggi a Lima e con le banche che stanno erogando mutui ad un tasso annuale del 20% per i prossimi quattro anni, diversi economisti sottolineano i rischi dell'esplosione di bolle speculative.
Gli ultimi dubbi riguardano, infine, un sistema di formazione scolastico ed universitario altamente al di sotto degli standard minimi dei paesi più sviluppati - anche se Castilla ha sottolineato come questo non infici sulla produttività media delle imprese locali che riescono a beneficiare del Know out tecnologico attraverso le importazioni - e soprattutto la fragilità politica. Eletto nel 2011 tra lo scetticismo di Washington e delle imprese internazionali presenti nel territorio per il suo populismo di sinistra, il presidente Ollanta Humala ha scelto tuttavia di continuare nel sentiero di crescita fatto di liberalizzazioni e privatizzazioni intrapreso nel decennio precedente. Le istituzioni politiche peruviane restano comunque disfunzionali: Humala, ex ufficiale dell'esercito, non ha un partito di riferimento e come sottolinea un'analista economico locale, Felipe Ortiz de Zavallos, solo due dei venticinque presidenti regionali rappresentano un partito nazionale. Con il congresso paralizzato dalle corporazioni, i tribunali e la polizia elementi notoriamente corrotti del paese, il Perù rischia di veder compromesso i straordinari progressi economici compiuti, se non sarà in grado di procedere con importanti riforme politiche nel breve periodo.
Con gli esperti che continuano a prevedere un tasso di crescita imponente per i prossimi 4-5 anni, questi elementi potrebbero tuttavia offuscare l'ascesa della stella attuale del Sud America.
 
Humala: un rischio per Washington? Fino all'elezione di Humpala, il Perù è stato uno dei punti di riferimento principale degli Stati Uniti in Sud America. Le ottime relazioni bilaterali sono culminate nell'approvazione da parte del Congresso americano di un accordo di libero scambio nel 2007. Durante il controverso colpo di stato contro il presidente dell'Honduras Manuel Zelaya, ad esempio, il Perù ha supportato con forza l'azione diplomatica degli Stati Uniti nel riconoscere solo il governo democraticamente eletto ed è stato uno dei principali sostenitori di Zelaya all'interno dell'Organizzazione degli stati americani.
Con la vittoria di elezioni presidenziali del 2011 di Ollanta Humala, meticcio di sinistra che non ha mai nascosto la sua ammirazione per Hugo Chávez e la rivoluzione bolivarista, in molti avevano profetizzato un progressivo allentamento delle relazioni con Washington ed una possibile nazionalizzazione delle imprese locali. In campagna elettorale, Humala aveva promesso un maggiore legame con il Brasile e tre giorni dopo la sua vittoria, ha scelto San Paolo come prima visita all'estero. Nonostante il Perù possa essere considerato oggi uno dei paesi del Sud America che sta intraprendendo una politica estera più autonoma rispetto a Washington, le conseguenze rivoluzionarie temute dalla elezione di Humpala non ci sono state e l'amministrazione Obama mantiene rapporti di alleanza commerciale e politica con il paese. 
Il rischio concreto per Washington non deriva  tanto da un'alleanza di Humala con Chavez, ma dal ruolo della Cina nel paese. Pechino sta continuando ad investire in modo consistente in Perù ed in generale in tutta l'America Latina – la Cina è oggi primo o secondo partner commerciale del Perù, Brasile, Argentina, e Cile; partecipa nelle organizzazioni regionali dell'America Latina. A differenza degli Stati Uniti che vincolano le loro relazioni commerciali al rispetto di standard democratici, Pechino persegue solo i propri interessi economici e per questo è un partner migliore dal punto di vista dei paesi locali. Come in Africa, gli Stati Uniti rischiano così di perdere la leadership in termini d'influenza in quello che per anni ha considerato il suo “giardino di casa”.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

Sui fatti di Torino Sui fatti di Torino

Sui fatti di Torino

Epstein e la nuova massoneria - Loretta Napoleoni di Loretta Napoleoni Epstein e la nuova massoneria - Loretta Napoleoni

Epstein e la nuova massoneria - Loretta Napoleoni

La spada di Damocle nucleare pende sull'Europa di Giuseppe Masala La spada di Damocle nucleare pende sull'Europa

La spada di Damocle nucleare pende sull'Europa

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Olimpiadi: meglio Petrecca! di Alessandro Mariani Olimpiadi: meglio Petrecca!

Olimpiadi: meglio Petrecca!

Quando le parole colpiscono più dei missili di Marco Bonsanto Quando le parole colpiscono più dei missili

Quando le parole colpiscono più dei missili

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino di Paolo Pioppi Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti