LA TELENOVELA DI PIRLO, MALAGO' E ZELENSKY...

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di Gabriele Busti*

 

Malagò non voleva Pirlo perché era un nome troppo debole che aveva agghiacciato la piazza calcistica italiana invece che galvanizzarla dopo la terza esclusione dal mondiale di fila.
 
Altri profili avrebbero mosso più denaro in un contesto in cui i procuratori hanno aderenze nei media e fanno capo a ricche filiere di sponsor.
 
La scelta di Maldini e Leonardo aveva un sentore di amichettismo, il loro esordio non era stato memorabile, lo abbiamo pensato tutti, la carriera da allenatore di Pirlo giustificava molto a fatica questa apertura di credito.
 
Le questioni calcistiche finiscono qui.
 
Il dispositivo di cui il traffichino politico Malagò si è servito per arrivare allo scopo di far saltare la coppia Leonardo-Maldini da lui precedentemente opzionata rimanda tristissimamente a un aneddoto del 1933:
 
Il ministro della propaganda nazista Joseph Goebbels offrì al geniale cineasta Fritz Lang la carica di capo e supervisore supremo dell'intera industria cinematografica tedesca. Hitler amava molto i suoi film e lo voleva come punto di riferimento per il nuovo cinema del Terzo Reich. Friz Lang, scioccato, rispose:
 
- ministro, ma io sono ebreo!
 
- Non faccia l'ingenuo, siamo noi a decidere chi è ebreo e chi no.
 
Da oggi sappiamo che basta tacciare qualcuno di amicizia con la Russia per cacciarlo da un pubblico incarico.
 
Sappiamo che un network che vede a capo un partito politico di nessun valore elettorale ha il potere di far saltare tre manager pubblici della più importante industria ricreativa del paese.
 
Il valore pedagogico dell'affaire Pirlo è immenso, il segnale è che dobbiamo cominciare ad avere paura.
 
Ad esempio, si parva licet, il sottoscritto lavora nel mondo della scuola e ha più volte pubblicamente sostenuto che le cause del conflitto ucraino sono da identificarsi al 90% nell'espansionismo della Nato, che Euromaidan fu un golpe, che la Russia ha disperatamente cercato un accordo con l'Europa prima di decidersi alla guerra e questo accordo le è stato negato in modo vergognoso, che l'Ucraina è un esperimento inquietante condotto in spregio alla cultura della democrazia europea postbellica.
 
Il sottoscritto ha preliminarmente aderito a un movimento politico che e stato recentemente tacciato, dagli stessi pubblici accusatori di Pirlo, di essere un'emanazione italiana di Putin.
 
Da oggi, e per il futuro, credo di avere qualche ragione a temere per il mio posto di lavoro.
 
Al di là delle mie paturnie per il mutuo, oggi l'incubo è un po' più reale e riguarda tutta la comunità.
 
La minaccia del "nemico esterno" è stata utilizzata per sollevare una bega di cortile andando incontro all'umore dei tifosi del calcio.
 
Da oggi si trema davvero, da oggi sappiamo che in Italia è operante un dispositivo ideologico a mezzo del quale, volendo, si può distinguere chi è "ebreo" e chi no.
 
*Post Facebook del 27 luglio 2026

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