La troika che incombe

La settimana di Cipro, Slovenia e Portogallo con una preoccupazione comune

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La troika che incombe

Una settimana intensa per i paesi maggiormente in difficoltà nella zona euro.
Cipro. Mentre il Bundestag ha approvato ieri il pacchetto di aiuti per il salvataggio finanziario di Cipro, sempre maggiori analisti sottolineano come l'esito del voto del Parlamento di Nicosia previsto per fine mese è tutt'altro che scontato, con i tre partiti dell'opposizione, verdi, comunisti e socialisti che hanno già manifestato la loro contrarietà. Intanto nel paese è in corso una guerra sempre più grande tra governo e Banca centrale. In una lettera aperta alla Bce, il presidente Nicos Anastasiades ha accusato il Governatore della Banca centrale del paese Panicos Demetriades di “aver fallito nel garantire un regolamento effettivo e di supervisione del sistema bancario”, in relazione soprattutto al mancato controllo sulle vicende legate a Laiki Bank ora fallita. In un'intervista ad inizio settimana al Financial Times, Demetriades aveva denunciato la perdita di indipendenza della sua istituzione per la decisione del governo di impeganare le riserve d'oro nelle trattative.
Secondo un documento della Commissione europea trapelato, i principiali correntisti di Cipro – con depositi non garantiti superiori a 100 mila euro - potrebbero andare incontro a perdite pari a 8,3 miliardi di euro. Questo a causa del programma di ristrutturazione del sistema bancario previsto dal Memorandum della troika per sbloccare i 10 miliardi di euro necessari a Nicosia per il salvataggio degli istituti finanziari.
Slovenia. Segnale positivo per Lubiana nel tentativo di evitare un pacchetto di aiuti da parte della troika. Il governo è infatti riuscito giovedì a vendere sul mercato azionario 1.1 miliardi di euro di obbligazioni a breve termine del suo debito sovrano, nonostante il tasso d'interesse sia salito a 4.15%. Gran parte del debito, secondo quanto riporta Reuters, è stato acquistato dalle banche slovene.
Protogallo. Reuters riporta, nella sua analisi di giovedì sulla situazione dei paesi europei maggiormenti in difficoltà, come il governo portoghese abbia raggiunto un accordo sulle nuove misure d'austerità, dopo la sentenza della Corte costituzionale che ha bocciato alcuni dei tagli precedenti. Peseranno per lo 0.5% del Pil. La decisione segue la visita della troika a Lisbona della scorsa settimana.
Il presidente del Bundesbank, Jens Weidmann, in un'intervista al Wall Street Journal ha dichiarato che per superare la crisi dell'eurozona sarà necessario almeno un decennio. Weidmann ha poi aggiunto che la Bce sarà pronta “ad aggiustare la sua azione in risposta alle nuove informazioni dalle economie degli stati membri”, ma che una politica monetaria troppo accomodante produce “effetti collaterali e rischi”. L'euro si è indebolito in modo significativo in risposta alle parole di Weidmann, che ha anche indicato come il piano per Cipro ha stabilito l'”ordine di prelievo” per i futuri salvataggi.

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